· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

La vita felice

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
29 dicembre 2020

«Quella vita che è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Con l’anno nuovo, il caso comincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri e si principierà la vita felice. Non è vero?». «Speriamo». Così Giacomo Leopardi conclude il famoso Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggero!

Comincerà davvero per noi «la vita felice» in questo nuovo anno? Guardando alle vicende, personali e sociali dell’anno trascorso, ognuno può fare un bilancio. Ma, certo, potremmo avere più motivi di preoccupazione, che motivi di soddisfazione o di vera gioia.

Nel bilancio della vita della società prevale il segno meno: meno figli, meno iscritti all’università, meno imprese, meno investimenti, meno consumi... Il quadro internazionale, poi, non è più incoraggiante! Quante situazioni di guerre, di violenze. La pandemia fa contare oltre settanta milioni di casi.

Eppure, nella prima lettura troviamo un augurio: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia... e ti conceda pace». È un augurio che faccio a ciascuno. Un augurio non superficiale e convenzionale. È un augurio che ci riempie di speranza.

Vedete: guai a far spegnere nel cuore la speranza e il desiderio. Si perderebbe anche la voglia di vivere, e si strapperebbe dall’anima il seme
della felicità.

Ricordiamoci che la felicità non ha bisogno del più ma del poco; è più intensa, se sboccia dopo un dolore; è autentica, solo se è pura. Tocca a noi saper riscoprire e reinventare ogni giorno motivi di bene e di felicità.

Potrebbe essere un proposito da fare all’inizio di questo nuovo anno. Pensiamo a quante azioni che alimenteranno il tempo che Dio ci dona, e che usciranno dalle nostre mani, dalle labbra, dal cuore, da tutto il nostro essere.

Pensiamo a quanti incontri, scontati e imprevisti; a quante amicizie che sbocceranno e a quelle che moriranno; alle relazioni che si approfondiranno e a quelle che si incrineranno... Paure e speranze; illusioni e delusioni... Un poeta inglese diceva: «Beato colui che non si aspetta nulla perché non sarà mai deluso!» (Alexander Pope).

L’importante è non perdere mai di vista questa certezza: la nostra esistenza quotidiana prende respiro, perché è avvolta dall’amore di Dio. Lui non ci porta verso il nulla, ma ci ha già introdotto nella vita per sempre!

di Leonardo Sapienza