· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
Alla vigilia del quinto anniversario dell’Accordo di Parigi

L’Ue trova l’intesa:
in 10 anni taglio del 55%
dei gas serra

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12 dicembre 2020

Alla vigilia del quinto anniversario dell’Accordo di Parigi (Cop21) e dopo una intensa notte di trattative i capi di Stato e di governo dell’Unione europea, riuniti al vertice di due giorni a Bruxelles sul clima, hanno trovato ieri un’intesa sul Green deal. L’Europa ha deciso di alzare l’asticella nella strada verso la neutralità climatica e portare dal 40 al 55% la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030, rispetto ai valori del 1990.

A dare la notizia ieri in un tweet è stato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sottolineando il ruolo dell’Europa come leader nella lotta contro il cambiamento climatico. «L’accordo ci instrada verso la neutralità climatica entro il 2050», ha osservato il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «Dieci anni sono domani. Quindi facciamo di tutto per avere successo. Adesso. Tutti insieme. Perché non esiste un piano B!». È stato invece il commento del presidente francese Emmanuel Macron. Il 40% era stato deciso nel 2014, prima di Parigi.

I leader europei erano consapevoli che il clima sarebbe stato il vero scoglio per chiudere con un successo i due giorni del vertice europeo iniziato giovedì. Michel ha evidenziato che il Consiglio europeo è stato una “maratona” che ha però consentito di fare passi avanti importanti per l’Ue in diversi campi. «Buona parte della notte — ha affermato — è stata dedicata a forgiare l’unità degli Stati sulla lotta al cambiamento climatico e non è stato facile».

I rappresentanti dell’Ue potranno così annunciare il nuovo target al Climate Ambition Summit dell’Onu, che si apre oggi e riunisce i Paesi pronti a prendere nuovi impegni sui cambiamenti climatici.

A rendere particolarmente lunghi i negoziati sono state le resistenze dei Paesi più in ritardo sul fronte ambientale che hanno chiesto contropartite finanziarie. La Polonia, che ha una economia ancora fortemente legata al carbone, ha cercato fino all’ultimo di ottenere aggiustamenti nella corsa al raggiungimento del nuovo obiettivo. La trattativa è iniziata dopo che i Ventisette si erano messi d’accordo su un nuovo bilancio comunitario 2021-2027. L’obiettivo, come si legge nelle conclusioni del Consiglio, sarà raggiunto collettivamente dall’Ue nel modo più efficiente possibile in termini di costi. Tutti gli Stati membri parteciperanno a tale sforzo, alla luce di considerazioni di equità e solidarietà. Sarà inoltre rispettato il loro diritto di decidere in merito ai rispettivi mix energetici e di scegliere le tecnologie più appropriate. Il contributo Ue, determinato a livello nazionale, sarà aggiornato in base al nuovo obiettivo vincolante e sarà comunicato al segretariato dell’Unfccc (Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici), entro la fine dell’anno, in vista della Cop26. Il Consiglio europeo ha ribadito che l’impegno internazionale è fondamentale per far fronte in maniera efficace ai cambiamenti climatici.