· Città del Vaticano ·

Il discernimento delle Chiese riformate

Cosa vuole Dio da noi?

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07 dicembre 2020

Un intero anno, con inizio il 9 dicembre, per «discernere, confessare e testimoniare il Dio della vita» in tempo di covid-19 ma anche dopo la pandemia: è quanto propone la Comunione mondiale di Chiese riformate (Cmcr) ai suoi membri, con l’idea di preparasi a un incontro in presenza alla fine del 2021. Il percorso culminerà con la “confessione collettiva” della Cmcr sul «Dio della vita», durante il Comitato generale previsto per il 2024.

«Stiamo vivendo in un’era apocalittica», spiega l’organizzazione: «La triade della pandemia da coronavirus, del razzismo unito all’autoritarismo e della crisi climatica, non solo ha messo in pericolo il nostro pianeta, ma si presenta anche come un Kairos per la Chiesa. Ciò riguarda sia la percezione che la Chiesa ha di sé sia ​​la sua missione». «In tempi di crisi — prosegue la Cmcr — siamo chiamati a trovare direzione e speranza nella Parola di Dio. Il profeta Michea sottolinea che in tempi che possono sembrare turbolenti, senza speranza e confusi, la direzione indicata dalle Scritture è chiara e diretta. Sappiamo molto bene cosa ci si aspetta da noi: “praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio” (Michea, 6, 8)».

«Abbiamo visto il mondo scosso dalla pandemia e da evidenti crisi, causate da ingiustizie sociali, politiche ed economiche — ha dichiarato il segretario generale dell’organizzazione Chris Ferguson — e in tutta la nostra famiglia della Comunione mondiale vediamo le nostre Chiese rispondere all’epidemia di coronavirus e alle conseguenti ricadute sociali ed economiche. Ma le vediamo anche rinvigorire la loro vita e testimoniare in risposta agli imperativi della Confessione di Accra e all’appello per un’economia della vita».

Il cammino di riflessione e confronto seguirà il calendario liturgico: discernimento durante l’Avvento, confessione durante la Quaresima, testimonianza in occasione della Pentecoste e apertura alla riforma nel tempo ordinario. In totale il programma consisterà in 17 eventi virtuali, di cui quattro — uno per ogni stagione — saranno aperti al pubblico, in vista del grande convegno di settembre 2021. «Durante i vari eventi — viene precisato — sarà applicato un processo di discernimento per rispondere all’emergenza, trarne le lezioni e rafforzare il messaggio. Il convegno in programma a settembre non rappresenterà il momento conclusivo, ma un evento per canalizzare l’energia — che ci auguriamo il processo crei — per la vita di Comunione». La sessione inaugurale del 9 dicembre sarà occasione di approfondire tra l’altro il modo in cui i membri della Cmcr affrontano le sfide che la pandemia ha accentuato e i passi già compiuti per leggere i segni dei tempi e impegnarsi nella teologia profetica.

Le origini del cammino comune risalgono all’assemblea generale del 2017. In tre anni, spiega l’organizzazione, «siamo stati in grado di discernere collettivamente che siamo all’alba di un momento importante che ha richiesto una profonda riflessione teologica. Un momento che è diventato ancora più evidente adesso che l’apocalisse pandemica rivela le profonde disuguaglianze in cui viviamo».

di Charles de Pechpeyrou