· Città del Vaticano ·

Il nuovo documento del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani
Approvato da Papa Francesco

Un Vademecum ecumenico per i vescovi cattolici

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04 dicembre 2020

Assistere e guidare i vescovi cattolici nel loro servizio di promozione dell’unità dei cristiani attraverso il loro ministero: questo l’obiettivo del documento Il Vescovo e l’unità dei cristiani: vademecum ecumenico reso noto oggi, venerdì 4 dicembre, dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.

Nato come risposta a una richiesta avanzata dai membri e dai consultori dello stesso Dicastero, il Vademecum esce nel 60° anniversario dell’istituzione dello stesso organismo, avvenuta nel 1960 da parte di Giovanni XXIII. Il Vademecum è stato approvato il 5 giugno scorso da Papa Francesco, che vi ha fatto riferimento nella lettera in occasione del 25° anniversario dell’enciclica Ut unum sint (1995). Ricordando che «il servizio dell’unità è un aspetto essenziale della missione del vescovo», il Pontefice aveva auspicato che il documento potesse servire come «incoraggiamento e guida» all’esercizio delle responsabilità ecumeniche dei vescovi.

Le linee guida si basano sul decreto del concilio Vaticano II, Unitatis redintegratio (Ur); sull’enciclica di Giovanni Paolo II Ut unum sint; e su due documenti del Pontificio Consiglio: il Direttorio per l’applicazione dei principi e delle norme sull’ecumenismo e La dimensione ecumenica nella formazione di chi si dedica al ministero pastorale.

Due le parti che lo compongono: la prima, intitolata «La promozione dell’ecumenismo nella Chiesa cattolica», espone ciò che viene richiesto alla Chiesa cattolica nell’adempimento della sua missione ecumenica, prendendo in considerazione le strutture e le persone attive in campo ecumenico a livello diocesano e nazionale, la formazione ecumenica e l’impiego dei mass media diocesani; la seconda, intitolata «Le relazioni della Chiesa cattolica con gli altri cristiani», esamina quattro modi in cui la Chiesa cattolica si impegna con altre comunità cristiane: ovvero l’ecumenismo spirituale, che è l’anima del movimento ecumenico (Ur § 8), e in proposito il Vademecum indica il modo in cui i vescovi possono guidare il loro popolo nella preghiera, nella conversione e nella santità per il bene dell’unità dei cristiani, sottolineando in particolare l’importanza delle Sacre Scritture, la purificazione della memoria e l’“ecumenismo del sangue”; il dialogo della carità, che si occupa della “cultura dell’incontro” a livello di contatti e di collaborazione quotidiani, alimentando e approfondendo la relazione che già unisce i cristiani in virtù del Battesimo; il dialogo della verità, che si riferisce alla ricerca della verità di Dio che i cattolici intraprendono insieme ad altri cristiani attraverso il dialogo teologico ecumenico; e infine il dialogo della vita, che prevede occasioni di scambio e di collaborazione con altri cristiani nella cura pastorale (“ecumenismo pastorale”), nella testimonianza al mondo (“ecumenismo pratico”) e mediante la cultura (“ecumenismo culturale”).

Alla fine di ciascuna sezione, il Vademecum riporta un elenco di «raccomandazioni pratiche», che riassumono in termini semplici e diretti i compiti e le iniziative che possono essere intrapresi a livello locale e regionale. L’appendice infine offre una breve descrizione dei dialoghi teologici internazionali nei quali è impegnata la Chiesa cattolica.

Vademecum ecumenico