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Multilateralismo
Il 5 dicembre la Fao celebra la Giornata mondiale del suolo

Mantenere ecosistemi sani per il benessere umano

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04 dicembre 2020

Con una superficie di sei milioni di chilometri quadrati suddivisi in nove Paesi la foresta amazzonica, il più grande polmone verde del pianeta, cruciale per contenere gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, non è una risorsa illimitata, ma l’uomo sembra non tenerne conto. L’Istituto di ricerche spaziali brasiliano (Inpe) ha rilevato da immagini satellitari che tra agosto 2019 e luglio 2020 in Brasile sono stati distrutti oltre 11 mila chilometri quadrati di foresta portando la deforestazione al livello più alto degli ultimi 12 anni, circa il 9,5 per cento in più dell’anno precedente. E dove non arriva direttamente la mano dell’uomo sono il vento, la pioggia, l’agricoltura industriale ad accelerare l’erosione del suolo nel mondo.

Già il 33 per cento del terreno del pianeta risulta gravemente inquinato a causa dell’erosione, della perdita di carbonio organico, della salinizzazione, della compattazione, dell’acidificazione e dell’inquinamento chimico. E l’attuale tasso di degrado del suolo minaccia la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni più basilari. Ad oggi, ogni cinque secondi scompare l’equivalente di un campo di calcio e se non si interviene a livello globale, ma anche ognuno nel suo piccolo, gli esperti avvertono che entro il 2050 oltre il 90 per cento del suolo terrestre potrebbe essere degradato. La crescita demografica, la domanda sempre crescente di cibo e gli interessi divergenti nell’uso del suolo stanno aumentando il disastro ambientale. L’agricoltura intensiva, la monocoltura, il pascolo eccessivo, l’espansione urbana, la deforestazione e le attività industriali e minerarie, contribuiscono ad accelerare l’erosione del suolo, il che può portare a perdite di colture fino al 50 per cento.

Il suolo degradato perde inoltre la sua capacità di mitigare i cambiamenti climatici, con il risultato di un “circolo vizioso” in cui eventi meteorologici estremi ed erosione del suolo si rafforzano a vicenda, ha denunciato Maria Helena Semedo, vicedirettore generale della Fao, che ha ricordato come il degrado del suolo non è recuperabile in una intera vita umana. Il che significa che non saremo in grado di recuperare i danni ambientali causati nel corso della nostra vita. La Fao ribadisce inoltre che l’inquinamento del suolo colpisce il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, compromette la nostra salute e quella di tutti gli organismi del mondo. Il terreno, infatti, è una risorsa vivente in cui si concentra oltre il 25 per cento della biodiversità del pianeta. Si stima che solo l’1 per cento delle specie di microrganismi del suolo sia attualmente noto. E l’importanza di questi organismi sta nell’abbattere alcuni contaminanti. Dunque alterare la biodiversità del suolo, riduce la materia organica e la sua capacità di fungere da filtro. Inoltre, il suolo inquinato può rilasciare contaminanti che si infiltrano nelle acque sotterranee, quindi si accumulano nei tessuti vegetali, che vengono poi consumati da animali al pascolo, uccelli e infine esseri umani che mangiano piante e animali. Tutto ciò può causare una moltitudine di malattie e portare a un aumento della mortalità nell’uomo, con effetti acuti a breve termine, come avvelenamento o diarrea, o effetti cronici a lungo termine, come il cancro. Infine, una percentuale significativa di antibiotici, ampiamente utilizzati in agricoltura e per la salute umana, vengono rilasciati nell’ambiente. Una volta assorbiti dal terreno si diffondono e creano batteri resistenti agli antimicrobici, che diminuiscono l’efficacia degli antibiotici. Ogni anno, circa 700.000 decessi sono attribuibili a batteri resistenti agli antimicrobici. Entro il 2050, se il problema non verrà affrontato rapidamente, questo fenomeno ucciderà più del cancro.

Ma non è tutto: con la popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi entro il 2050, senza interventi adeguati l’obiettivo di sviluppo sostenibile “Fame zero” è chiaramente irraggiungibile. Anche la sicurezza alimentare attuale e quella futura dipendono dalla capacità di invertire la rotta e rispettare il suolo. E poiché è dimostrato che la stragrande maggioranza degli inquinanti è il risultato dell’azione umana, siamo tutti responsabili dei cambiamenti necessari per garantire un futuro meno inquinato e più sicuro. Per questo la Fao ha istituito e celebra ogni 5 dicembre la Giornata mondiale del suolo che mira a sensibilizzare sull’importanza di mantenere ecosistemi sani per il benessere umano, affrontando le crescenti sfide della gestione del suolo. La Giornata vuole anche incoraggiare governi, organizzazioni, comunità e individui in tutto il mondo ad assumere un ruolo attivo nella lotta alla perdita di biodiversità. La protezione e la conservazione del suolo iniziano anche da noi.

di Anna Lisa Antonucci