· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

Sapore all’esistenza

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03 dicembre 2020

Tante volte mi trovo a pensare che è davvero bello e consolante pregare, leggere la Parola di Dio che riempie il cuore di serenità e di gioia. È il caso di oggi.

Tutta la liturgia è un invito alla gioia. «Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annuncio... Io gioisco pienamente nel Signore» (Prima lettura). «La mia anima esulta nel mio Dio» (Salmo). «Siate sempre lieti» (Seconda lettura).

Poi, però, mi trovo davanti alla dura realtà della vita di ogni giorno. «Basta con i videogame, devi studiare. Litiga col figlio, lo accoltella, e si uccide». «Uccide la moglie e il figlio di cinque anni, poi si spara alla testa». «Dilapida alle slot i gioielli del cognato. Per paura lo uccide». «Mamma affoga il figlio di dieci mesi. “L’ho fatto perché era malato!”». «Uccide la moglie e si butta dal quinto piano col bambino di un anno».

Sono solo alcuni episodi di questa settimana! Per non parlare delle notizie di corruzione, di disonestà, di violenze.

Davvero, la vita sa essere un tormento! E la fede, certo, non preserva da tutto questo. Eppure, un cristiano non può mai essere triste. Siamo invitati alla gioia.

Ma non a quella passeggera che ci appaga giusto il tempo per accorgerci che siamo più vuoti di prima. Piuttosto, la nostra gioia è salda, stabile, costante, perché radicata in questa certezza: Dio è amore, e ci ama!

Il male non avrà l’ultima parola! Se capiamo di essere amati, allora nulla ci può far paura! Più che cedere alla disperazione e allo scoraggiamento, dobbiamo lottare per dare un “sapore” all’esistenza, per ottenere una vita lieta e fortunata.

E dobbiamo farci testimoni della gioia e dell’ottimismo cristiano. Per diffondere gioia e ottimismo come un contagio che guarisce.

Badate: tornando a casa vedremo che non mancano motivi di tristezza. Difficoltà economiche, la salute malferma, sconfitte e umiliazioni. Eppure il Natale di Cristo ci ricorda che le ragioni della gioia sono più grandi: «Egli farà tutto questo!» (Seconda lettura).

di Leonardo Sapienza