· Città del Vaticano ·

A Cefalù una boutique della solidarietà per le famiglie più bisognose

Un segno concreto nel farsi prossimo

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25 novembre 2020

«La boutique della solidarietà custodirà e darà dignità al povero vestendolo, come fa una madre con i propri figli, e avvolgendolo con il calore della carità, dell’amore»: è quanto ha dichiarato al nostro giornale il diacono Antonio Gandolfo Sausa, direttore della Caritas diocesana di Cefalù, dove nei giorni scorsi è stata inaugurata dal vescovo, Giuseppe Marciante, una boutique rivolta ai più bisognosi della cittadina in provincia di Palermo. «In quello stesso spazio — ha detto Sausa — la Chiesa di Cefalù, potrà sperimentare l’abbraccio dell’amore del Dio-Padre/Madre con i poveri».

Il negozio è il frutto di un progetto degli uffici diocesani e realizzato grazie ai fondi dell’8xmille della Conferenza episcopale italiana (Cei). È aperto al pubblico tutti i martedì dalle 16 alle 19. Nell’ambito della stessa iniziativa, la Caritas diocesana ha avviato un altro progetto denominato «CuciAmo rapporti», si tratta di una sartoria solidale per la realizzazione e la riparazione di indumenti.

L’idea è partita dalla parrocchia dello Spirito Santo, che nel quartiere Spinito porta avanti da tempo progetti per l’“esercizio” della carità, nel quadro di più ampie azioni di recupero della zona che hanno nelle linee moderne della chiesa, inaugurata sei anni fa, il loro punto di riferimento.

La boutique della solidarietà, grazie alle donazioni, fornisce gratis alle famiglie meno abbienti capi di abbigliamento ed accessori per uomo, donna e bambino, ma anche pannolini e alimenti per l’infanzia. «La pandemia di covid-19 — spiega un volontario della Caritas di Cefalù — ha messo in ginocchio l’economia locale e impoverito tante persone che vivevano di lavoretti saltuari. Dobbiamo trovare soluzioni efficaci tali da andare incontro a questa gente che ha veramente bisogno». Ad aiutare quanti bussano alle porte del negozio, ci sono 7 volontari che si alternano in base ai propri impegni personali e lavorativi. Chiunque può dare una mano alla boutique donando abiti nuovi o usati in buone condizioni, oppure offrendo la propria disponibilità nella gestione del negozio.

L’idea di fondo è quella di connettersi con il tessuto sociale, mantenendo ferma la missione della Chiesa, attraverso i diaconi dei 3 settori della diocesi guidata dal vescovo Marciante. Alla boutique e alla sartoria solidali sono affiancate le altre attività già messe in campo dalla diocesi, tra cui l’emporio solidale per la distribuzione della spesa ai soggetti in difficoltà economica, anche momentanea.

Inoltre, il vescovo Marciante, nei mesi scorsi, ha stanziato poco più di 200.000 euro per il pagamento di utenze, affitti, farmaci e beni di prima necessità alle fasce più svantaggiate, in seguito alle conseguenze delle misure di contenimento del contagio di covid-19. Lo stanziamento ha consentito alle famiglie cefaludesi in difficoltà di ritirare nelle parrocchie di riferimento un buono spesa per l’acquisto di beni di prima necessità e generi alimentari.

«Un segno concreto del farsi prossimo a chi sta soffrendo oltre ad una emergenza sanitaria anche una difficoltà dal punto di vista economico e sociale», si legge in una nota della diocesi. Alla somma stabilita dalla curia si sono aggiunti anche 10.000 euro stanziati dalla Caritas italiana.

Per far fronte all’emergenza sanitaria, inoltre, la diocesi ha donato, poco prima dell’estate, all’ospedale Giglio di Cefalù due respiratori polmonari per la terapia intensiva e 5.000 mascherine per medici, operatori sanitari e lavoratori, mentre altre 2.000 mascherine sono state donate alle associazioni di volontariato delle parrocchie. Nel frattempo, la diocesi ha anche messo a disposizione la residenza estiva San Guglielmo del seminario vescovile, a Castelbuono, per medici, infermieri o persone in quarantena obbligatoria.

Infine, nei giorni scorsi, il Centro Caritas interparrocchiale ha inaugurato La Locanda del Buon Samaritano che ha fra le sue principali attività l’adorazione eucaristica, l’ascolto, il banco alimentare e la formazione sulla carità e sul magistero del Papa. «È ancora una nuova realtà per la cittadina di Castelbuono e segno per la Chiesa di Cefalù — conclude una nota della diocesi — attenta ai bisogni dei fratelli più fragili; una Chiesa che ancora una volta si mostra vicina al territorio e ai cittadini in un momento di preoccupazione e di difficoltà».

di Francesco Ricupero