· Città del Vaticano ·

Athletica Vaticana e Fiamme gialle tracciano il percorso «Fratelli tutti»

Corsa con dedica
a Francesco

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24 novembre 2020

«Fratelli tutti»: l’enciclica di Papa Francesco dà il nome a un percorso podistico tracciato nel segno dell’inclusione e della solidarietà. A proporlo insieme sono Athletica Vaticana e Fiamme gialle in occasione della Corsa di Miguel 2021.

«Fratelli tutti» è un percorso di 10 chilometri che ha un alto significato: il giro attorno alle mura della Città del Vaticano (3 chilometri e 330 metri) con partenza e arrivo in piazza San Pietro. Si potranno, così, fare 3 giri per completare i “diecimila” di questa edizione speciale, “itinerante”, della “Miguel” — sempre attenta alla solidarietà — che si correrà liberamente, tra il 10 e il 20 gennaio, su cento percorsi in tutta Italia. Nel pieno rispetto di tutte le norme anti covid.

Athletica Vaticana e Fiamme gialle hanno voluto dedicare il percorso a Papa Francesco, “battezzandolo” con il nome della sua terza enciclica. L’idea è offrire un abbraccio alle donne agli uomini di ogni popolo, religione e cultura che verranno a Roma e avranno voglia di fare una corsa, senza assilli di cronometri o risultati. Nello spirito più autentico e inclusivo dello sport come “ponte di pace”. Per essere davvero “fratelli tutti”, come invita Francesco.

Una sollecitazione che Athletica Vaticana cerca di portare tra le strade, in mezzo alla gente, testimoniando inclusione e solidarietà attraverso lo sport. Non avrebbe senso, altrimenti, un’associazione sportiva costituita in Vaticano. Alla “velocità” del percorso si è preferita la proposta di un significativo “saliscendi”... un po’ come del resto è la vita. Si parte, dunque, proprio da piazza San Pietro in direzione piazza Risorgimento. E davvero ogni falcata sfiora e fa respirare la storia. Eccoci subito accanto al colonnato del Bernini — con le sue “braccia” spalancate per accogliere ogni donna e ogni uomo — per poi passare attraverso l’antica Porta Angelica e procedere spediti sull’omonima via, passando davanti a Porta Sant’Anna.

Sempre correndo lungo le mura, ecco piazza Risorgimento dalla quale si imbocca via dei Bastioni di Michelangelo per poi svoltare a sinistra per viale Vaticano. Qui ha inizio il tratto in salita: un chilometro e 400 metri. Pochi passi e sulla sinistra ecco gli ingressi dei Musei Vaticani. In cima alla salita si svolta subito a sinistra e, sempre su viale Vaticano, giù in discesa cercando anche di gustare scorci che forse nemmeno i romani non conoscono poi così bene. Un tratto di via Benedetto xiv e poi dell’Aurelia portano — passati sotto il ponte della ferrovia della Stazione Vaticana — a correre in pianura e in leggera discesa su via di Porta Cavalleggeri.

Proprio all’altezza dell’Ingresso del Perugino c’è anche la sede del Dispensario pediatrico vaticano Santa Marta che da cento anni esatti assiste le famiglie povere con bambini.

Le Fiamme gialle sono da tempo accanto a questa realtà con particolare sensibilità: proprio nei giorni scorsi sono stati consegnati 300 pacchi natalizi, dono di atleti, tecnici e personale, mentre altri 150 sono stati offerti alla Comunità di Sant’Egidio. In questo tratto, sempre sulla sinistra, ecco Casa Santa Marta e, ancora, subito dopo, il profilo dell’aula Paolo vi. Ma anche sulla destra c’è una curiosità... la casa dove ha vissuto da ragazzo Jovanotti: suo padre, infatti, era dipendente vaticano.

La corsa prosegue sempre lungo le mura fino alla svolta a sinistra che porta in piazza del Sant’Uffizio dove c’è la Casa Dono di Maria che, nel 1988, Giovanni Paolo ii volle affidare a madre Teresa di Calcutta per accogliere, dentro il Vaticano, le persone più emarginate.

L’ultimo tratto segue la monumentale traccia del colonnato berniniano, su via Paolo vi, per ritornare finalmente nello scenario mozzafiato dell’abbraccio di piazza San Pietro.

Con la proposta del percorso «Fratelli tutti», Fiamme gialle e Athletica Vaticana rilanciano insieme la testimonianza del volto più autentico e inclusivo dello sport, suggerendone anche i grandi contenuti culturali. Con l’auspicio di Papa Francesco che davvero si possa essere “fratelli tutti”.

di Giampaolo Mattei