· Città del Vaticano ·

Progetto Ue in vista di future pandemie

Un atlante per il covid

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23 novembre 2020

Lo scopo finale sarà la realizzazione di un Atlante del covid-19, necessario per comprendere l’impatto della pandemia in corso ed utile strumento per tracciare linee guida future dal momento che la comunità scientifica internazionale, oltre ad aver anticipato gli attuali scenari ai quali purtroppo nessun Paese si è rivelato “pronto”, sostiene che il mondo si troverà ad affrontare emergenze analoghe in futuro. Così il progetto Periscope (Pan-european response to the impacts of covid-19 and future pandemics and epidemics), piano interdisciplinare di ricerca finanziato dall’Unione europea e coordinato dall’Università di Pavia, dal primo novembre ha formalmente iniziato l’attività che andrà avanti per quattro anni, coinvolgendo 32 primarie istituzioni di ricerca europee. Fra le italiane anche la Fondazione Isi, il Politecnico di Milano, l’Università di Trento, il Policlinico San Matteo e due compagnie, la Modefinance srl e la Genegis Gi srl.

Alla complessa ricerca di Periscope faranno parte esperti dei settori medico, epidemiologico, socio-economico, politico, statistico e tecnologico al fine di garantire uno spaccato esaustivo di ogni ambito coinvolto della nostra società così articolata e globalizzata: «Esiste un’intera branca della ricerca scientifica che possiamo dire cugina della tradizionale, è la scienza dei sistemi complessi perché un’azione non ha solo una risposta — spiega Ciro Cattuto, coordinatore del gruppo di ricerca di Fondazione Isi — ci sono dati pubblici e altri privati che possono essere usati allo scopo in assoluto anonimato, in quella comunemente chiamata epidemiologia digitale, ovvero l’utilizzo di tracce e dati che ognuno lascia quotidianamente entrando in internet, usando social media o le App dei cellulari, al fine di definirne spostamenti e reazioni rispetto a determinati eventi. Tutti elementi che in studi come questo forniscono materiale per lavorare». Del progetto, utile sarà l’identificazione di pratiche locali di successo per il contenimento della pandemia e che, studiate e confrontate in larga scala, consentiranno dinamici modelli di analisi statistica, resi possibili anche grazie all’utilizzazione di sistemi di intelligenza artificiale e machine learning.

L’Atlante del covid-19 una volta completato dovrà essere uno strumento per ricercatori e responsabili dei processi decisionali, ma sarà altresì di libero accesso ai privati: «Oggi stiamo vedendo come anche la comunicazione legata alla pandemia si riverbera su tutti gli strati sociali, è difficile far comprendere come le azioni di oggi daranno risultati fra due settimane — prosegue — dobbiamo affrontare la complessità ingente in tutte le sue interdipendenze che noi abbiamo erroneamente super ottimizzato. È una sfida». Periscope sarà finanziato dall’Unione europea con 10 miloni di euro attraverso il programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 e fa parte della Coronavirus global rensponse initiative varata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Compito del team della Fondazione Isi di Torino sarà utilizzare sorgenti di dati non tradizionali — come l’epidemiologia digitale — per evidenziare cambi di comportamento individuali o di popolazione associati a misure di intervento non farmaceutiche: «Si vuole così rafforzare la capacità dell’Europa di affrontare eventi simili e riflettere sul futuro della governance del settore sanitario — conclude Ciro Cattuto — impossibile salvaguardare la salute estraniandola dal resto, viviamo un ecosistema e ogni cosa è collegata».

di Susanna Paparatti