· Città del Vaticano ·

Domenica 22 novembre il Giubileo dei passionisti per il 300º anniversario di fondazione

Contemplare il Crocifisso per crescere nell’amore

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
21 novembre 2020

Da tre secoli i passionisti promuovono con ardore «la devozione e la grata memoria della passione e morte di Gesù Cristo», annunciando e testimoniando che le sofferenze del Signore, come diceva il fondatore Paolo Francesco Danei (nome di religioso san Paolo della Croce, 1694-1775), «sono la più grande e stupenda opera del divino amore», «un mare di amore e di dolore», «il mezzo più efficace per convertire le anime anche più perdute», «la strada più facile per salvarsi». Oggi presenti nei 5 continenti, in 63 Paesi, i religiosi sono oltre 2.500. Attenti ai segni dei tempi, riconoscono il Crocifisso nei tanti crocifissi della storia, ponendosi al servizio degli ultimi nelle periferie del mondo, combattendo il razzismo e l’indifferenza, promuovendo la cura del creato, vivendo con slancio la missionarietà, l’evangelizzazione, l’apostolato fra i giovani, nelle parrocchie, nei ritiri, nelle case di esercizi spirituali.

Domenica 22 novembre, la congregazione della Passione di Gesù Cristo apre con gioia il Giubileo. Papa Francesco ha voluto esprimere la sua vicinanza e la sua gioia per questa data commemorativa. In un messaggio al superiore generale, il Santo Padre li ha incoraggiati a «rafforzare il loro impegno per le necessità dell’umanità».

A partire dalle 10.30, l’importante evento può essere seguito in streaming sui canali Facebook e Youtube “Passiochristi” e sul sito di TV2000. L’anno giubilare terminerà il 1° gennaio 2022 e ha come tema: «Rinnovare la nostra missione: gratitudine, profezia, speranza», una frase che fa esplicito riferimento ad alcune parole scritte dal Papa nella Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco a tutti i consacrati (28 novembre 2014): «Guardare al passato con gratitudine, vivere il presente con passione, abbracciare il futuro con speranza». Significativamente, questo tema è lo stesso su cui si sono incentrati i lavori del 47° capitolo generale, (6-27 ottobre 2018), ed è anche quello su cui si terrà il prossimo sinodo della congregazione, nell’ottobre 2021. «In questo modo — sottolineano i passionisti — il Giubileo si pone come verifica e catalizzatore del cammino di rinnovamento della congregazione». Il Giubileo, che avviene per la prima volta nella storia della congregazione, coinvolge naturalmente tutta la Famiglia: le 300 monache passioniste che nel cuore della Chiesa irradiano l’amore del Crocifisso vivendo in clausura in 28 monasteri sparsi in 13 nazioni, alcune congregazioni femminili di vita attiva, l’Istituto delle Missionarie secolari della Passione e un fiorente movimento di laici che condividono il carisma passionista, articolati in varie realtà, fra cui gli Amici di Gesù Crocifisso, fondati dal compianto padre Alberto Pierangioli.

«L’Anno Giubilare dichiarato da Papa Francesco commemora il 300° anniversario della fondazione della congregazione, con l’apertura della Porta Santa nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo, a Roma, e la celebrazione della messa inaugurale presieduta dal segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin» scrive a tutti i passionisti il superiore generale, padre Joachim Rego. «La congregazione, pur avendo le sue origini storiche in Italia, è oggi benedetta e arricchita con volti, nazionalità, culture e costumi di oltre 60 nazioni. Per questo vi ringrazio per quello che avete progettato e per tutto quello che state facendo per celebrare questo Giubileo con i vostri specifici colori, simboli e musica, ma anche ricordando che questo è soprattutto un evento di fede che deve rivolgere la nostra mente e il nostro cuore con gratitudine a Dio per le sue benedizioni, con un atteggiamento di preghiera in ascolto dello Spirito ora, e con una fiducia ricca di speranza per avanzare senza timore nel futuro di Dio».

La preparazione al Giubileo è iniziata per tempo. Il 15 febbraio 2017 padre Rego ha nominato la commissione per il terzo centenario di fondazione della congregazione. La consegna del consiglio generale ai sei membri della commissione è stata: «Non progetti commemorativi consistenti in costruzioni, statue, targhe, ma iniziative per migliorare la vita spirituale, apostolica e culturale dei confratelli e di tutta la famiglia passionista». La commissione ha proposto di trasformare il terzo centenario in un anno santo o Giubileo, di coinvolgere fin dall’inizio la congregazione indicendo un concorso per il disegno del logo del Giubileo, di chiedere agli esperti di musica della Famiglia passionista di comporre degli inni per l’evento, di preparare un’icona giubilare. La risposta è stata generosa: sono giunti 30 disegni per il logo e ben 17 nuovi inni. L’icona, ricca di profondi significati teologici, è stata dipinta da un iconografo greco, Loukas Seroglou. La parte centrale raffigura la Vergine e san Paolo della Croce in ardente contemplazione del Crocifisso e mostra la vittoria dell’amore sul male, il rifiorire della vita dopo ogni tempesta. Nelle antiporte, a sinistra e a destra, due angeli innalzano gli strumenti della Passione, mentre alcuni santi passionisti annunciano la scientia crucis: sono una vergine laica, santa Gemma Galgani; un umile confratello, il beato Isidoro De Loor; un apostolo dell’ecumenismo, il beato Domenico Barberi; un modello per i giovani, san Gabriele dell’Addolorata. Il 18 ottobre 2018, durante i primi vespri della solennità di san Paolo della Croce, nella basilica romana dei Santi Giovanni e Paolo, il superiore generale ha intronizzato e benedetto l’icona del Giubileo, davanti a tutti i partecipanti al 47° capitolo generale. Il 21 novembre 2018 l’icona è stata portata al Monte Argentario, nel proto ritiro della congregazione, in coincidenza con un evento festoso e beneaugurante: la vestizione di 5 novizi. Da allora l’icona sta girando in tutte le comunità passioniste, con un ricco calendario di appuntamenti che termineranno solo con la fine del Giubileo. Per vivere intensamente questo periodo è anche stata creata un’apposita rivista, «Jubilaeum», ricca di preziosi sussidi formativi. Molto bella anche la preghiera per l’anno giubilare e il docu-film su san Paolo della Croce, girato dalla regista Elisabetta Valgiusti.

«Il Giubileo è un’occasione che ci viene offerta per approfondire e riappropriarsi dell’essenza del carisma — sottolineano i passionisti — interrogarsi su cosa chiede oggi il popolo cristiano a un passionista; riflettere sulle modalità per annunciare e testimoniare la Memoria passionis in forme attuali, credibili, incisive; rinnovare la nostra vita comunitaria e la nostra missione; interrogarsi sui motivi della crisi vocazionale; dare nuova vitalità, fecondità, capacità di attrazione alla Congregazione».

Lungo l’anno giubilare a Roma sono in programma nel 2021 alcuni eventi: 9-18 agosto incontro dei giovani passionisti; 21-24 settembre alla Pontificia Università Lateranense congresso internazionale sul tema: «La sapienza della Croce in un mondo plurale»; 18-22 ottobre incontro dei vescovi passionisti durante il sinodo della congregazione; 1-22 novembre incontro dei formatori passionisti.

La Penitenzieria apostolica ha concesso l’indulgenza plenaria alle solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa) a tutti i cristiani che partecipano al Giubileo. Dal 22 novembre 2020 al 1° gennaio 2022 l’indulgenza può essere lucrata ogni giorno in 4 località strettamente legate alla vita di san Paolo della Croce (la casa natale ad Ovada; il convento della Presentazione della Beata Vergine Maria, sul Monte Argentario; il convento di Sant’Angelo a Vetralla; il convento dei santi Giovanni e Paolo a Roma); oppure anche in circostanze speciali previste durante l’anno giubilare in tutti i conventi e monasteri passionisti. «Gli anziani, gli infermi e tutti coloro che per grave motivo non possono uscire da casa — sottolinea il decreto della Penitenzieria apostolica — potranno ugualmente lucrare l’indulgenza plenaria decidendo il distacco da ogni peccato e con l’intenzione di adempiere quanto prima le solite tre condizioni, se hanno spiritualmente partecipato alle celebrazioni giubilari, avendo offerto al Signore misericordioso le loro preghiere e sofferenze e i disagi della propria vita».

Così l’anno giubilare offre a tutti l’invito a contemplare il Signore Crocefisso per crescere nell’amore.

di Donatella Coalova