· Città del Vaticano ·

Coesione e responsabilità contro il covid-19

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

Forte richiamo di Mattarella di fronte alla recrudescenza del virus in Italia

18 novembre 2020

Nuovo appello alla coesione per affrontare l’emergenza covid-19 del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Ieri pomeriggio, intervenendo all’assemblea dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ha sottolineato l’importanza di contrastare l’epidemia, consolidando al tempo stesso le reti di reciproca solidarietà e ponendo le basi per la ripartenza del Paese, diventando «protagonisti del cambiamento e non succubi».

I dati che arrivano quotidianamente dal ministero della Salute non sono confortanti davvero. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 32.191 nuovi positivi e ben 731 decessi per cause riconducibili al covid-19, che hanno portato complessivamente i contagi totali a 1.238.072 e le morti a 46.464. Sebbene il tasso di positività sia sceso al 15,4 per cento, un numero così alto di vittime era stato contato solo ad aprile. Le regioni “più mortali” sono state la Lombardia (202), il Veneto (100) e il Piemonte (73).

Dal punto di vista medico ciò che più desta preoccupazione è l’alto indice di letalità del virus in Italia. Il Paese, con quasi quattro morti ogni cento casi scoperti dall’inizio della pandemia è al terzo posto nella graduatoria stilata quotidianamente dalla Johns Hopkins University di Baltimora, posizionandosi dietro Messico e Iran. Per la precisione con il 3,8 per cento l’Italia supera di poco il Regno Unito che registra un tasso di mortalità del 3,7.

«Dobbiamo far ricorso al nostro senso di responsabilità, per creare convergenze e collaborazione tra le forze di cui disponiamo perché operino nella stessa direzione» ha dichiarato ancora Mattarella, dopo aver evidenziato come questo virus, in parte ancora sconosciuto, «tende a dividerci tra fasce di età più o meno esposte ai rischi più gravi, tra categorie sociali più o meno colpite dalle conseguenze economiche, tra le stesse istituzioni chiamate a compiere le scelte necessarie, talvolta impopolari, per ridurre il contagio e garantire la doverosa assistenza a chi ne ha bisogno». Il capo dello Stato ha quindi invitato a promuovere il pluralismo e l’articolazione delle istituzioni repubblicane che devono essere moltiplicatori di energie positive e ad evitare di trasformare osservazioni critiche, sempre utili, in polemiche scomposte o agire «nella rincorsa a illusori vantaggi di parte, a fronte di un nemico insidioso che può travolgere tutti». Di qui il forte monito contro il rischio dell’indebolimento della libertà, che si manifesta «quando si abbassa il grado di coesione, di unità tra le parti».

Rivolgendosi ai comuni italiani il presidente della Repubblica ha quindi richiamato al principio di leale collaborazione istituzionale: «Rifuggendo dalla tentazione di lasciare ad altri le responsabilità delle decisioni più difficili. La cooperazione e l’assunzione di responsabilità sono apprezzate dai cittadini e generano fiducia, perché tutti sanno che una partita come questa si vince solo insieme e nessuno può pretendere di avere ragione da solo».

Il capo dello Stato ha poi concluso l’intervento sull’Unione europea che si sta mostrando «all’altezza dei suoi compiti». «Il Recovery Plan — ha detto Mattarelle — segnerà i prossimi anni. I comuni dovranno essere parte importante di questa ripartenza che può restituire alle giovani generazioni opportunità che rischiavano di venir meno». Proprio dell’approvazione del Recovery Fund si discuterà domani a Bruxelles dopo il veto posto da Ungheria e Polonia al nuovo bilancio Ue, paralizzando di fatto qualsiasi passo in avanti verso l’avvio dello stesso.