· Città del Vaticano ·

L’impegno delle suore marcelline in Albania a fianco di bambini e indigenti

Camminando insieme con il tocco di Dio

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18 novembre 2020

Nell’Europa insidiata da un pervasivo individualismo e governata dalla religione globale del denaro, la rinuncia alla responsabilità dell’altro, l’indifferenza per il proprio simile, appaiono dilagare. Ma ogni giorno c’è chi, restando aggrappato al Signore, si lascia toccare nell’anima dai patimenti altrui e costruisce prossimità che salvano. Accade anche in Albania, a Saranda, cittadina di mare situata nel sud del Paese, a 20 chilometri dal confine con la Grecia: i trentamila abitanti sono ortodossi (in maggioranza) e musulmani; solo venti famiglie sono cattoliche. Qui sorge il Qendra Santa Marcellina, un centro educativo nel quale ci si prende cura delle giovani generazioni e di quanti sono più provati dalla povertà e dalle difficoltà della vita.

All’inizio degli anni Novanta, a Lecce, Daniela Silvestrini, suora marcellina cinquantenne, insegnava e cominciò a prestare soccorso ai profughi albanesi che sbarcavano a centinaia sulle coste pugliesi. Ben presto comprese che se era indispensabile operare per assicurare l’integrazione, era parimenti decisivo sostenere e aiutare questi migranti nella loro patria e individuò nell’educazione l’azione primaria da svolgere. Con due consorelle chiese dunque di stabilirsi in Albania che a quel tempo era appena uscita dal duro inverno dell’isolamento e delle persecuzioni del regime comunista. Nel 1995 nacque il Qendra Santa Marcellina. Oggi in questa grande struttura — nella quale lavorano venti persone — vi sono un asilo, che accoglie oltre settanta bambini, e una mensa che ogni giorno assicura gratuitamente un pasto completo a oltre cento alunni poveri delle scuole statali. Viene inoltre offerto un servizio pomeridiano di doposcuola frequentato da decine di ragazzini. Da settembre agli scolari di seconda elementare si propone una ulteriore mezz’ora di doposcuola con lezioni individuali poiché le suore si sono accorte che questi piccoli non sanno leggere: non conoscono tutto l’alfabeto dal momento che la primavera scorsa le scuole sono state chiuse a causa del lockdown e poche famiglie disponevano dei mezzi necessari per far seguire ai figli le lezioni a distanza.

Nel Centro ha sede un convitto che accoglie gratuitamente ragazze provenienti da Shendelli, un villaggio nel quale sovente i genitori fanno sposare le figlie in età giovanissima, anche a 13 anni. «Non siamo mai riuscite a convincere gli adulti ad abbandonare questa pratica», osserva suor Daniela: «Abbiamo dunque aperto il convitto per consentire alle ragazze di venire in città a studiare e poter vivere la loro adolescenza in serenità».

Grazie al generoso impegno di un gruppo di volontari provenienti da diversi Paesi, le marcelline organizzano anche campi estivi che consentono a trecento bambini e ragazzi di trascorrere intere giornate svolgendo attività didattiche, ludiche e sportive. «Saranda offre un numero esiguo di strutture per il tempo libero e molti giovani, se non venissero da noi, finirebbero per passare ore ciondolando per strada», prosegue la religiosa. «Questa nostra proposta educativa è particolarmente apprezzata e stiamo pensando di promuovere lungo l’intero arco dell’anno iniziative analoghe per accompagnare sempre meglio quanti sentiamo affidati alle nostre cure». Alle attività avviate a sostegno delle giovani generazioni si affiancano quelle promosse a favore delle persone più indigenti: è stato aperto un ambulatorio nel quale una suora garantisce ogni giorno assistenza infermieristica mentre una volta alla settimana il direttore del locale ospedale visita i malati, i quali hanno la possibilità di ricevere gratuitamente le medicine di cui necessitano. Vengono inoltre distribuiti regolarmente pacchi alimentari alle famiglie più colpite dalla povertà, che in questo tempo di pandemia si è molto aggravata al punto che le suore, per poter disporre di una maggiore quantità di cibo da offrire, hanno trasformato il campetto di calcio del Centro in un grande orto. Una volta alla settimana vi lavorano, divertendosi molto, anche i ragazzini che frequentano il gruppo Eco, nato per formare i giovani alla cura e al rispetto della casa comune. Per aiutare le persone disoccupate ad avviare una piccola attività sono stati promossi due progetti: il primo coinvolge un gruppo di signore alle quali si insegna il ricamo a punto croce e si fornisce tutto l’occorrente per lavorare. Il secondo interessa un gruppo di ragazzi e ragazze che si riuniscono per apprendere la tecnica del decoupage e imparare a dipingere opere che riproducono gli ammirati mosaici del vicino sito archeologico di Butrinto.

Le suore propongono anche corsi di catechismo. «Venticinque anni fa a Saranda viveva un solo cattolico: nel corso degli anni alcuni giovani e recentemente anche diversi adulti ci hanno chiesto di conoscere Gesù e di essere accompagnati. Siamo state felici di aiutarli a compiere i primi passi del loro cammino di fede», racconta suor Daniela. «Speriamo che questo piccolo gregge possa crescere. Da poche settimane risiedono stabilmente nel Centro due sacerdoti e ne siamo liete: garantiscono la celebrazione eucaristica quotidiana e stanno studiando alcune iniziative pastorali. Insieme a loro noi suore continuiamo a vivere con le donne e gli uomini di questa cittadina, convinte che solo camminando insieme, giorno dopo giorno, sia possibile essere grembo accogliente per tutti coloro che cercano il tocco della tenerezza di Dio». I discepoli imparano dal Signore, che ha camminato così: a passo d’uomo.

di Cristina Uguccioni