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Sud Sudan verso la tregua

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Raggiunto un accordo per il monitoraggio del cessate il fuoco

14 novembre 2020

Nuove speranze per la pace in Sud Sudan. I militari membri dell’Alleanza di opposizione del Sud Sudan (Ssoma), non firmataria dell’accordo di pace del settembre 2018, aderiranno all’organismo Igad di monitoraggio del cessate il fuoco (Ceasefire and Transitional Security Arrangements, Monitoring and Verification Mechanism — Ctsamvm) nel Paese a partire dal 1 gennaio.

L’intesa per l’adesione dell’opposizione armata al cessate il fuoco è stata annunciata, oggi, dalla Comunità di Sant’Egidio, che ha mediato il secondo round di negoziati — cominciati lunedì e terminati ieri — che si sono svolti a Roma. Le delegazioni dell’opposizione armata e il governo di unità nazionale della Repubblica del Sud Sudan si sono incontrate per discutere e trattare le condizioni concrete dell’adesione al cessate il fuoco ed eventuali verifiche delle violazioni.

I dettagli dell’accordo sono stati illustrati, alla presenza delle parti, dal segretario generale della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Impagliazzo, e dal generale sudanese Hamid Mohamed Dafaalla, vicepresidente del Ctsamvm. L’accordo, sottolinea Dafalla, è importante su almeno tre fronti: cessazione delle ostilità; tutela dei civili; accesso umanitario.

Dopo ampie discussioni — ha spiegato Impagliazzo — il Ssoma ha deciso di aderire al meccanismo militare internazionale. Questo gli permetterà di avere i propri rappresentanti nella direzione e nelle varie strutture a livello regionale e locale del Ctsamvm. A partire da inizio anno saranno pertanto selezionati, addestrati e dispiegati gli ufficiali militari del Ssoma nelle varie strutture del meccanismo di monitoraggio dove già siedono i rappresentanti del governo, secondo un cronogramma stabilito dalla organizzazione regionale del Corno d’Africa (Igad). Da quel momento i militari delle due parti lavoreranno insieme.

Si tratta di un passo importante per garantire la fine delle violenze, la protezione della popolazione civile, il libero accesso per le organizzazioni umanitarie e il proseguimento del dialogo politico fra le parti, hanno sottolineato i partecipanti. L’esercito italiano, come riferito in conferenza stampa, aiuterà nelle procedure di addestramento e di consulenza militare.

I negoziati che si sono svolti in questi giorni erano stati definiti nell’ambito di una precedente fase di mediazioni, che si era tenuta il mese scorso a Roma sempre con la mediazione di Sant’Egidio.