· Città del Vaticano ·

Il cardinale Tagle al webinar della Caritas Internationalis

Cultura dell’incontro per una politica migliore

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
13 novembre 2020

Un webinar sul tema della Fratelli tutti è stato promosso da Caritas Internationalis per approfondire l’utilità dell’enciclica ai fini del lavoro dell’organismo. L’obiettivo è stato quello di esplorare il testo del Papa affinché possa diventare una realtà concreta per le comunità di tutto il mondo.

Il cardinale presidente Luis Antonio G. Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ha incoraggiato tutti a leggere il testo nella sua interezza, perché, ha spiegato, «Papa Francesco porta alcune delle sue idee precedenti in una nuova sintesi come risposta alle condizioni attuali di un mondo chiuso». Lo fa, ha continuato il porporato, «attingendo sempre alla ricca tradizione biblica della Chiesa e agli insegnamenti morali e sociali della Chiesa». Tagle ha poi continuato a riflettere sui «tristissimi segni della mancanza di amore» che il pianeta sta soffrendo. Si può constatare che sono «numerose le manifestazioni in cui è evidente che il mondo si sta chiudendo in se stesso», ha detto il cardinale. Ed è in questo mondo chiuso che tutti soffrono, ma i poveri soffrono di più. Sono coloro che vengono facilmente dimenticati, trascurati, scartati e «ciascuno di noi dovrebbe essere disgustato dalle conseguenze del mondo chiuso», in quanto si tratta di conseguenze che si ripercuotono sugli esseri umani, sul futuro e sul creato.

Il cardinale Tagle si è soffermato su due aspetti principali contenuti nell’enciclica. Il primo è l’amore universale. Ha spiegato che in Fratelli tutti l’immagine della carità è quella dell’amore universale, perché «così Dio ama. Dio ama tutti». Questo è l'amore che Gesù mostra, ha precisato: «Egli amava tutti, soprattutto quelli che la società considerava non amati, gli emarginati: la parabola del buon samaritano ci mostra qualcuno da cui apprendere l'amore universale verso un estraneo».

Il secondo punto sottolineato è quello relativo alla cultura dell'incontro. «L’amore universale — ha proseguito il cardinale — potrebbe facilmente scivolare in uno slogan», ma l’universalità può diventare realtà solo se accompagnata dall’incontro e dalla concretezza. È stato ricordato che il Santo Padre ripete spesso che se ci si impegna nel dialogo bisogna conoscere anche la propria identità per non negarla. Allo stesso modo, ogni nazione ha diritto al suo sistema politico, ma la politica nazionale deve portare alla carità politica internazionale.

La speranza espressa dal porporato è che «attraverso una cultura dell’incontro si possa riuscire a trovare un modo migliore di fare politica, di trattare con l’economia, un modo migliore di stabilire amicizia culturale e di risolvere i conflitti». Tutto questo porta al bene comune: sarà proprio il bene di tutti che alla fine andrà a beneficio del bene individuale.

Infine, il cardinale Tagle ha preso atto di alcune lezioni che Caritas può imparare da Fratelli tutti, tra cui quella di unirsi al Santo Padre nell’essere consapevoli di fronte ai segnali di chiusura dei cuori, delle mani, delle menti, dei territori e della cultura. Questi segni sono molto sottili, ha concluso, ma Fratelli tutti ci chiede di aprire gli occhi ed essere esigenti, sensibili rispetto ad atteggiamenti che mostrano invece una apertura universale.

di Francesca Merlo