· Città del Vaticano ·

Nel Mediterraneo
una strage senza fine

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

12 novembre 2020

«Oggigiorno troppe persone nel mondo sono costrette ad aggrapparsi a barconi e gommoni nel tentativo di cercare rifugio dai virus dell’ingiustizia, della violenza e della guerra». È questo il grido di dolore di Papa Francesco in una lettera inviata, come riferisce il Centro Astalli, in occasione del 40° anniversario dalla fondazione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) da parte di padre Pedro Arrupe. Parole che assumono un significato particolare alla luce delle ultime notizie che arrivano dal Mediterraneo, che riportano l’ennesimo, tragico naufragio che ha causato la morte di sei migranti, tra cui una bimba di sei mesi. La neonata si trovava con gli altri migranti sul gommone affondato a largo della Libia. «Nonostante gli enormi sforzi dell’équipe medica, la bimba è venuta a mancare a causa del naufragio» riferisce in un tweet la ong spagnola Open Arms, che ha soccorso l’imbarcazione. E aggiunge: «Avevamo chiesto per lei e per altri casi gravi un’evacuazione urgente, da effettuare tra breve, ma non ce l’ha fatta ad aspettare». Il gommone, che trasportava un centinaio di persone, tra le quali bambini e donne incinte, ha ceduto improvvisamente. «Una ennesima tragedia che si consuma a pochi chilometri dalle nostre coste nell’indifferenza generale» ha commentato don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes.