· Città del Vaticano ·

All’Angelus il Pontefice ricorda anche l’uragano in America centrale

Auspici di pace per Etiopia e Libia

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09 novembre 2020

Dall’Africa, dove si registrano tensioni soprattutto in Etiopia e in Libia, all’America, in particolare la parte centrale del continente colpita da un violento uragano, il pensiero del Papa corre in quei luoghi in cui le popolazioni soffrono a causa di conflitti o per le conseguenze di calamità. Al termine dell’Angelus dell’8 novembre, recitato dalla finestra dello Studio privato del Palazzo apostolico, il Pontefice ha confidato la propria «preoccupazione» per la nazione dell’Africa orientale, esortando «a respingere la tentazione dello scontro armato» e invitando «al rispetto fraterno, al dialogo e alla ricomposizione pacifica delle discordie». Sul fronte nordafricano, invece, accennando all’inizio delle «riunioni del “Forum del dialogo politico libico”», Francesco ha auspicato «che venga trovata una soluzione alla lunga sofferenza del popolo» e che «il cessate-il-fuoco permanente sia rispettato». In precedenza, vedendo sventolare una bandiera centroamericana, il Papa aveva pregato «per le vittime» dell’uragano Eta che ha provocato «ingenti danni, aggravati anche dalla situazione già difficile per la pandemia».

L'Angelus