· Città del Vaticano ·

Usa: non si ferma il conteggio dei voti

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Biden avanti in Pennsylvania

07 novembre 2020

«Non sarà facile, ma dobbiamo provarci. La mia responsabilità come presidente sarà quella di rappresentare l’intera nazione e voglio che sappiate che lavorerò tanto per coloro che hanno votato contro di me tanto quanto per quelli che hanno votato per me». Parla ormai da presidente eletto il candidato democratico, Joe Biden, quando lo spoglio elettorale è quasi concluso e gli mancano soltanto 17 grandi elettori per conquistare la Casa Bianca.

Ci sono ancora voti da conteggiare in Pennsylvania, North Carolina, Georgia, Arizona e Nevada. Nelle ultime ore Biden ha superato il suo rivale, il presidente Donald Trump, in Pennsylvania. Attualmente può contare su 253 grandi elettori contro i 214 di Trump.

«Dobbiamo solo ricordare chi siamo. Questi sono gli Stati Uniti d’America. E non c'è mai stato niente, niente che non siamo stati in grado di fare, che non siamo stati in grado di realizzare quando l'avremo fatto insieme» ha detto Biden in un discorso nel Delaware. «Sono fiero che il nostro successo riguardi tutta l’America. Abbiamo ripreso Arizona e Georgia. Ricostruito il muro blu di Michigan, Wisconsin. Siate calmi e pazienti». Poi ha spiegato: «Lo so, il processo di conta è molto lento. Ma non dimenticate che dietro ogni numero, dietro ogni voto, c’è una persona e una storia. Dobbiamo ascoltare la voce di ciascuno. Lavorerò duro per tutti. Siamo una sola America. Avversari, forse, ma non nemici: grandi disaccordi portano a proficui dibattiti».

Tutt’altro che diplomatica la replica di Trump. «Biden non dovrebbe erroneamente rivendicare l’incarico di presidente. Potrei farlo anche io. I ricorsi legali sono appena iniziati» ha detto il presidente. «Avevo un così grande vantaggio in vari stati durante la notte elettorale, solo per vederlo miracolosamente sparire mentre passavano i giorni. Forse questo vantaggio ritornerà man mano che andranno avanti i procedimenti legali». Poi ha sottolineato: «Noi crediamo che il popolo americano meriti di avere piena trasparenza in tutto il conteggio dei voti e nella certificazione delle elezioni e che non si tratti più di una singola elezione. Questo riguarda l'integrità del nostro intero processo elettorale».

Nel frattempo, continua la battaglia anche al Congresso. Alla Camera dei Rappresentanti i democratici hanno 212 contro i 194 dei repubblicani. In una lettera inviata ai deputati democratici, ieri, Nancy Pelosi ha presentato formalmente la sua candidatura per la rielezione a speaker della Camera per altri due anni. I repubblicani dovrebbero mantenere il controllo del Senato, comunque, e questo limiterebbe notevolmente i poteri di un possibile futura presidenza Biden. I numeri, al momento, danno un pareggio: 48 seggi per i democratici e 48 per i repubblicani.

Intanto, il coronavirus continua a colpire la Casa Bianca. Mark Meadows, il capo di gabinetto dell'amministrazione Trump, è positivo. Meadows — stando a quanto riportano i media — era presente senza mascherina la sera dell'election day al party nella East Room alla Casa Bianca, insieme ad altre centinaia di invitati. Sempre il 3 novembre — riportano i media — molte foto lo ritraggono senza mascherina alle spalle del presidente Trump, durante una visita al quartier generale della campagna.

Il collaboratore più vicino a Trump, anche nei giorni del contagio e del ricovero del presidente è rimasto a lavorare nella stessa stanza in ospedale. Almeno altri quattro membri dello staff della Casa Bianca, oltre al capo di gabinetto, sono risultati positivi al coronavirus. Il timore è quello di un nuovo focolaio.