· Città del Vaticano ·

La robotica al servizio del bene comune

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Il video con l’intenzione di preghiera del Papa per il mese di novembre

06 novembre 2020

Un veloce sviluppo che non è esente da rischi e conseguenze negative se non viene governato tenendo presente la centralità dell’essere umano. È quello che caratterizza l’intelligenza artificiale, un ambito tecnologico cruciale nella società di oggi, per il quale il Papa chiede preghiere ai fedeli di tutto il mondo. Nel video con l’intenzione che affida alla Chiesa per questo mese di novembre, Francesco constata, parlando in spagnolo, come l’intelligenza artificiale sia «alla base del cambiamento di epoca che stiamo vivendo». E prosegue: «La robotica può rendere possibile un mondo migliore se è unita al bene comune. Perché se il progresso tecnologico aumenta le disuguaglianze non è un progresso reale». Il Pontefice indica quindi la strada da percorrere ricordando che «i progressi futuri devono essere orientati al rispetto della dignità della persona e del Creato». Da qui l’invocazione che non si perda di vista l’umanità. «Preghiamo affinché il progresso della robotica e dell’intelligenza artificiale sia sempre al servizio dell’essere umano» — esorta Francesco — o per meglio dire «sia umano».

Nel comunicato diffuso dalla Rete mondiale di preghiera del Papa, che promuove mensilmente questa iniziativa, si contestualizzano le parole di Francesco: «Non è una novità — si legge — che negli ultimi anni l’intelligenza artificiale sia progredita a un livello esponenziale, come evidenziano le sue molteplici applicazioni in vari campi della conoscenza»: basti pensare che il 37% delle organizzazioni mondiali l’ha implementata in qualche modo, con un aumento del 270% negli ultimi quattro anni. Essa è in grado di risolvere molte questioni: come ad esempio valutare la capacità di apprendimento degli studenti, aiutare le persone con disabilità a sviluppare strumenti di comunicazione, agevolare la raccolta e la diffusione di informazioni sanitarie per migliorare diagnosi e cure. Anche in ambito ecologico si possono analizzare dati sui cambiamenti climatici per prevedere le catastrofi naturali. Può servire anche per creare città sostenibili, con riduzione delle spese e aumento dell’efficienza energetica.

Le possibilità di usare il progresso per il bene comune sono dunque enormi e le immagini del video del Papa ne mostrano alcune.

«La mutazione delle nostre società trasforma anche il nostro lavoro. Si tratta di cambiamenti rapidi che bisogna accompagnare perché siano per il bene di tutti», osserva il gesuita padre Frédéric Fornos, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera. E in tal senso l’intenzione di Francesco, «rafforza l’idea che il beneficio che l’umanità ha ottenuto, e che continuerà a ottenere, a partire dal progresso tecnologico deve sempre contemplare, in parallelo, uno sviluppo adeguato della responsabilità e dei valori».

di Adriana Masotti