· Città del Vaticano ·

Buona la prima!

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02 novembre 2020

Era tutto pronto per cominciare le riprese di Dr No, il film che avrebbe inaugurato la serie di pellicole ispirate ai romanzi di Ian Fleming sull’agente 007. A dire il vero, era quasi tutto pronto: mancava, cosa non di poco conto, il protagonista chiamato a impersonare l’agente di Sua Maestà. Da Cary Grant a Rex Harrison e a David Niven, i grandi attori dell’epoca avevano infatti rifiutato la parte; Trevor Howard e Roger Moore (che in seguito quella parte l’avrebbe recitata) furono scartati. Quando la moglie del produttore, Albert Broccoli, vide una clip di un film della Walt Disney in cui recitava Sean Connery, esclamò: «Ecco il nostro James Bond!». La clip fu inviata alla United Artists in Hollywood che replicò: «Non ci convince, cercate di meglio!». Lo stesso Ian Fleming avanzò riserve: «Voglio che sia un attore vero a impersonare Bond, non uno che fa da controfigura», sentenziò, non brillando certo per lungimiranza. Il produttore Broccoli non si fece condizionare e puntò su Connery, da lui definito, poiché veniva dai sobborghi di Edinburgo, «un diamante grezzo». «Gli insegno a camminare, a mangiare e vestirsi, poi diventerà un grande attore», disse Broccoli. Lui sì che ci aveva visto lungo. Il film uscì nel 1962. Fu un successo eccezionale, di pubblico e di critica. Alla straordinaria accoglienza della pellicola contribuì, e non poco, la prima Bond girl, una sfolgorante Ursula Andress. (gabriele nicolò)