· Città del Vaticano ·

Virus: l’Fmi sblocca fondi per 28 Paesi poveri

Un bar nel centro di Parigi nell’ultimo giorno di apertura dopo le disposizioni del governo (Ansa)

Preoccupante risalita del numero dei contagi nel mondo

06 ottobre 2020

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha approvato l’erogazione di nuovi fondi d’emergenza per 28  Paesi fra i più poveri al mondo, per aiutarli a ridurre il loro debito e affrontare meglio l'impatto della pandemia. L'annuncio segue una misura analoga decretata a metà aprile e che vedeva coinvolti 25 Paesi.

Dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) arrivano intanto dati allarmanti, ossia un iceberg di casi di covid non ancora emerso. Secondo l’Oms, centinaia di milioni di persone potrebbero essere già state infettate, ben più dei circa 35 milioni censiti dai conteggi ufficiali. «Circa il 10 per cento della popolazione mondiale potrebbe essere stato infettato», ha reso noto ieri a Ginevra il responsabile delle operazioni di emergenza, Mike Ryan, all’Executive Board dell’Agenzia Onu. La percentuale di soggetti con covid-19 varia tra i Paesi, tra le città e le aree urbane e tra i gruppi sociali, ha detto Ryan. La stragrande maggioranza delle persone, sottolinea, non ha anticorpi. «Il numero di casi sta aumentando — soprattutto all’interno della Regione Europea — e in molti Paesi la seconda ondata sta superando i picchi precedenti», ha avvertito l’Oms.

Persino dove sembrava che il peggio fosse passato, da giorni ormai si assiste ad una preoccupante risalita della curva dei contagi. L’elenco è lungo, da  New York a Parigi passando per la Spagna. Negli Stati Uniti, il numero dei decessi ha superato quota 210 mila. Lo segnala l’università  John Hopkins. I casi registrati ufficialmente sono stati finora oltre 7,45 milioni. Gli Usa restano il paese al mondo più colpito in termini assoluti dalla pandemia, seguiti da India e Brasile.

Si teme anche per l’impennata dei contagi in Francia, dove si registrano 5.084 casi e 70 morti. I decessi sono aumentati nel fine settimana, mentre il totale dei decessi è arrivato a 32.299. E Parigi, diventata zona di massima allerta, corre ai ripari imponendo nuove misure restrittive. Per i prossimi 15 giorni i bar resteranno chiusi. Aperti invece i ristoranti che dovranno però attenersi a un rigido protocollo. Non va meglio in Spagna, dove sono stati superati 800.000 casi. Anche a Madrid, in lockdown parziale, è tornato il divieto di allontarsi dalla propria zona se non per motivi di lavoro o di salute.

Il covid non risparmia neppure le istituzioni europee. Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato di essersi messa in autoisolamento perchè entrata in contatto con una persona risultata positiva. La Commissione ha inoltre comunicato che hanno contratto il virus più di 150 persone dello staff del Governo europeo.