· Città del Vaticano ·

Un sorriso per mamme e bambini

La gioia delle mamme e dei loro figli assistiti dalle missionarie

L’instancabile dedizione delle missionarie della Consolata in Guinea-Bissau

14 ottobre 2020

Quando si attinge all’irrevocabile compassione di Dio per le creature vulnerabili, quando si trasmette il calore della Sua presenza, accadono meraviglie: mediaticamente invisibili forse, ma sempre esistenzialmente decisive. Avvengono ovunque, anche in Guinea-Bissau, piccolo Paese africano di 1.800.000 abitanti. Qui, da oltre trent’anni, per migliaia di donne e bambini la vita rinasce, l’avvilimento cede il posto alla speranza, il futuro diventa promettente grazie alla dedizione di dieci missionarie della Consolata, dai 50 agli 88 anni d’età, guidate da suor Giovanna Panier, 73 anni, residente a Bor, consigliera della regione Africa della congregazione.

Suddivise in comunità situate in tre diverse località, le suore — oltre a dedicarsi all’attività pastorale nelle parrocchie d’appartenenza — hanno aperto un centro di promozione femminile a Bor, sobborgo periferico della capitale Bissau, e gestiscono — su richiesta della Caritas nazionale — due centri di recupero nutrizionale: uno sorge nel sud, a Empada, e vi fanno capo i bambini denutriti provenienti da oltre ottanta villaggi, l’altro ha sede sull’isola di Bubaque e si fa carico dei piccoli residenti sulle isole che compongono l’arcipelago di Bijagós. I centri sono affiancati da due dispensari che assicurano alla popolazione medicinali a prezzi molto contenuti. A tutte queste attività si aggiunge l’opera di formazione di insegnanti e alunni dei licei di Empada e di Bor (con 1300 studenti) e della scuola materna di Empada.

Per contrastare la denutrizione infantile, ancora molto diffusa in Guinea-Bissau, le suore, insieme ai loro collaboratori, svolgono un duplice lavoro: si recano regolarmente nei villaggi e sulle isole per visitare e pesare i bambini, istruire le mamme sui principi della corretta alimentazione, invitarle a portare i figli denutriti nei due centri di recupero. «I piccoli, una volta giunti da noi, vengono accuditi con terapie ad hoc e un’alimentazione a base di latte e pappe particolarmente nutrienti composte da prodotti locali», racconta suor Giovanna. «Attraverso incontri quotidiani, inoltre, insegniamo alle mamme a preparare queste pappe e ci impegniamo molto per far comprendere loro l’importanza di assicurare ai bambini i giusti alimenti».

In Guinea-Bissau c’è grande povertà, che però non è l’unica causa della denutrizione infantile. In questo Paese si presta poca attenzione all’alimentazione dei figli; vi sono inoltre alcune credenze che le missionarie stanno faticosamente sradicando, ma che permangono ancora in diversi villaggi. Ad esempio, si crede che il latte di mucca o di capra sia destinato solo ai vitelli e alle caprette e non debba mai essere dato ai figli degli esseri umani. Sebbene il numero dei bimbi denutriti rimanga elevato, anno dopo anno l’azione educativa svolta dalle suore sta dando buoni frutti: un numero sempre crescente di mamme porta i propri figli nei centri spontaneamente, senza aver ricevuto l’invito, accetta di ricorrere al latte di mucca e di capra, è desiderosa di imparare i principi della corretta alimentazione. E, nei casi di parti gemellari, assai frequenti, accudisce entrambi i bambini: «Purtroppo — dice suor Giovanna — sino a qualche anno fa accadeva molto frequentemente che il secondo figlio venisse lasciato morire perché le mamme erano convinte di non farcela a nutrirlo e ad allevarlo. Noi abbiamo lavorato instancabilmente per far comprendere che la vita del secondo bambino è preziosa, meritevole di amore e di cura al pari di quella del primo. Educando e accompagnando le mamme, non lasciandole sole, siamo riuscite a cambiare la situazione».

Il peso della famiglia grava interamente sulle spalle delle donne che in Guinea-Bissau sono tenute in scarsa considerazione e lavorano moltissimo: sono loro che devono accudire e mantenere i figli, andare a prendere l’acqua e la legna necessarie ai bisogni quotidiani della famiglia, gestire le bancarelle al mercato e curare l’orto. Per far prendere coscienza alle donne del loro valore e delle loro capacità, le missionarie della Consolata hanno fondato a Bor un centro di promozione femminile che offre una serie di corsi pomeridiani: taglio e cucito, ricamo, tintura dei tessuti, artigianato, cucina, educazione religiosa, morale e civile. Al termine degli studi le giovani riescono a provvedere meglio alle necessità delle loro famiglie e ad avviare piccole attività. Le suore  sostengono i loro progetti, aiutandole anche economicamente, e le incoraggiano sempre ad andare a scuola. «È una gioia per noi accompagnarle, aiutarle a scoprire i loro talenti e vedere come lentamente cambi il loro sguardo sulla vita e su se stesse», sottolinea suor Giovanna. «Se lo desiderano, siamo felici di dissipare le paure con le quali molte vivono a causa della loro fede: in Guinea-Bissau i numerosi seguaci della religione tradizionale credono in un Essere supremo che ha mediatori, gli spiriti, i quali possono in ogni momento far del male agli umani e quindi vanno costantemente tenuti buoni con offerte e sacrifici. È commovente vedere il sollievo e la gioia che provano le persone, sempre vissute nella paura degli spiriti, quando scoprono Gesù e il Suo amore incondizionato, quando incontrano il Signore che è sempre nemico di ogni forma di male che affligge le Sue creature».

di Cristina Uguccioni