· Città del Vaticano ·

Un futuro di pace per la Libia

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Il Papa all’Angelus

19 ottobre 2020

«È giunta l’ora di fermare ogni forma di ostilità, favorendo il dialogo che porti alla pace, alla stabilità e all’unità» della Libia: lo ha auspicato Papa Francesco al termine dell’Angelus del 18 ottobre.

Affacciatosi dalla finestra dello Studio privato del Palazzo apostolico vaticano per la recita della preghiera mariana con i fedeli presenti a mezzogiorno in piazza San Pietro, il Pontefice ha ricordato i «pescatori fermati da più di un mese» nel Paese nordafricano  e al contempo ha fatto riferimento anche ai «diversi colloqui in corso a livello internazionale, affinché siano rilevanti per il futuro della Libia».

Il pensiero del vescovo di Roma è andato anche alla Giornata missionaria mondiale celebrata domenica: «Ogni cristiano è chiamato a essere un tessitore di fraternità», ha detto.  E in tale contesto ha voluto «ringraziare Dio per la tanto attesa liberazione di Padre Pier Luigi Maccalli... che era stato rapito due anni fa in Niger».
Prima dell’Angelus la meditazione del Papa era stata sul tema dell’ipocrisia, suggeritogli dal brano evangelico del tributo da pagare a Cesare.

L'Angelus