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Romania: l’Amazzonia d’Europa vittima della deforestazione illegale

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Il problema allarma Bruxelles che chiede al governo misure più dure contro gli abusi

15 ottobre 2020

Il problema della deforestazione illegale in Romania torna a far discutere. Già nel febbraio 2020 la Commissione europea aveva minacciato sanzioni contro il Paese balcanico, accusandolo di una gestione inadeguata del suo patrimonio ambientale a causa di alcune concessioni per il disboscamento rilasciate «senza una valutazione preventiva del loro impatto su aree protette». Lo scorso 10 ottobre, invece, un documentario prodotto dal network culturale europeo Arte e pubblicato dal Birn (Balkan Investigative Reporting Network) ha riportato l'attenzione sul tema.

Seguendo diversi attivisti e membri delle autorità ambientali locali, il servizio ha messo in luce il protrarsi di operazioni di disboscamento in diverse zone della Romania, dalla Bucovina ai Carpazi, di proporzioni doppie rispetto a quanto sarebbe concesso dalle leggi statali. Queste attività sono perseguite da diverse aziende private, sia nazionali che straniere, che sfruttano una rete di criminalità organizzata profondamente radicata.

A contrastare il disboscamento illegale sono invece diverse organizzazioni non governative, fra cui risaltano le romene Valori Superioare e Agent Green, la britannica ClientEarth e la tedesca EuroNatur. Sono state le ultime tre in particolare a informare la Corte di giustizia dell'Unione europea riguardo ai più recenti sviluppi della situazione delle foreste romene. Il tema ha sempre suscitato interesse e forti reazioni in tutto il Paese: molti attivisti sono stati infatti vittime di azioni violente e intimidatorie negli ultimi anni, e addirittura 6 guardie forestali sono state uccise dal 2014 ad oggi.

Nello stesso periodo si sono inoltre svolte frequenti manifestazioni popolari a sostegno della tutela ambientale.
Le foreste della Romania sono state mantenute interamente sotto il controllo dello stato fino alla caduta del regime comunista di Nicolae Ceauşescu nel 1989, e successivamente sottoposte a una progressiva privatizzazione. Al momento lo stato romeno controlla il 48% della superficie forestale.

Oltre che per il Paese stesso, queste aree boschive rappresentano un patrimonio ambientale fondamentale anche per l'Europa: con i loro 525.000 ettari di estensione, infatti, esse costituiscono la foresta vergine più estesa di tutta l'Unione europea ad eccezione della Scandinavia. L'importanza di questi territori è legata anche alla fauna: oltre a ospitare antichi alberi protetti, questi boschi sono infatti anche l'habitat naturale di numerose specie animali a rischio. È stato infatti stimato che il 30% dei carnivori europei viva nella sola Romania, in particolare linci, orsi e lupi.

La questione ambientale romena potrebbe inoltre acquisire una rilevanza ancora maggiore in vista delle prossime elezioni parlamentari nel Paese balcanico, previste per dicembre 2020.

di Giovanni Benedetti