· Città del Vaticano ·

Religio
In cammino sulle vie del mondo

Padre Julio Lancellotti da più di 30 anni è in missione tra i senzatetto di San Paolo, in Brasile. Ogni giorno porta loro da mangiare e presta soccorso  anche in questo tempo di feroce pandemia.

07 ottobre 2020

Il nome di questo inserto settimanale — “ Religio ” — è stato concepito durante i giorni bui del lockdown.  Una stagione tremenda, quella  della pandemia da coronavirus, che certo ancora non abbiamo posto alle spalle e che è stata ed è — perché in molti Paesi la situazione di crisi persiste in modo severo — foriera di lutti e di sofferenze indicibili. Ma anche, paradossalmente, di tante suggestioni positive, spunti, riflessioni, progetti e buoni propositi per il presente e per l’avvenire. Nella convinzione, come non si stanca di sottolineare Papa Francesco, che anche questa crisi, come le tante del passato e tante altre dello stesso presente, riguarda tutti. Perché, con una evidenza dettata dal buon senso, «siamo tutti sulla stessa barca» e dunque «non ci si salva da soli». Siamo «Fratelli tutti», insomma.

Da qui nasce lo spunto di questo inserto che ogni mercoledì accompagnerà i lettori de «L’Osservatore Romano». “Re-ligio” rappresenta infatti quel legame comune, quel rapporto speciale che la società, e in fin dei conti ogni individuo nella società ha con il divino, con il mistero presente nella vita e in ogni cosa creata.  Un sentimento   inestirpabile in ogni animo umano. Per questo su queste pagine guarderemo con amicizia e simpatia a quanto avviene nelle grandi religioni. Seguendo il noto insegnamento paolino: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono». E nella convinzione, ripetuta dal magistero dei recenti Pontefici,  che esse nella loro radice rappresentino   un grande contributo alla costruzione della pace.

Lungo questa direttrice promette dunque di procedere questo inserto settimanale nelle cui quattro pagine confluiranno alcune rubriche che i nostri lettori già conoscono — “L’avventura della fede”, “Facce belle della Chiesa”, “Ospedale da campo” — ed altre che via via contiamo d’inaugurare. Con focus e approfondimenti sul cammino ecumenico che, soprattutto grazie all’impulso dato da Papa Francesco, sta registrando l’apertura di spazi di dialogo e di progresso finora lungamente insperati.  Anche qui il dato di partenza è che la fede che sgorga dal battesimo comune non sia in primo luogo un insieme di regole e di dottrine ma l’incontro vivo e concreto con la Persona del Risorto. Una novità «in cammino sulle vie del mondo». Per questo ci appassiona seguire la strada tracciata dal Papa: «Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia... Curare le ferite, curare le ferite... E bisogna cominciare dal basso». Una strada da percorrere con umiltà ogni giorno. Su queste pagine ogni mercoledì pomeriggio.

di Fabrizio Contessa