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Nizza, il killer non era solo

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Fermato un terzo uomo: emergono nuovi particolari che fanno supporre una rete di fiancheggiatori

31 ottobre 2020

Parigi, 31. La Francia è ancora profondamente scossa dopo l’attacco perpetrato nella basilica di Notre-Dame a Nizza, un attacco che ancora una volta ha avuto come obiettivo la comunità cattolica. All'indomani del tragico attentato, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto un colloquio telefonico con il Papa.

Nel paese, intanto, non cala l’allerta. Questa mattina la polizia ha reso noto di aver fermato un terzo uomo in relazione all’attentato. L’uomo, di 35 anni, «avrebbe affiancato l’autore dell’attacco nella giornata precedente l'attentato, esattamente come l’altro sospetto fermato ieri sera» dicono fonti della polizia. Questi particolari smentirebbero la versione del killer, che ha affermato di aver agito da solo.

La procura antiterrorismo di Tunisi ha intanto ordinato l’apertura di un’indagine sul gruppo terroristico “Al Mahdi nel sud della Tunisia” che ha rivendicato l’attacco alla basilica. Lo ha detto il portavoce e sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tunisi Mohsen Dalì all’agenzia Tap, spiegando che l’indagine è partita dopo che una persone ha pubblicato un post sui social nel quale, affermando di essere un membro del gruppo, rivendicava la strage.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha invitato alla massima prudenza tutti i concittadini che vivono all’estero, affermando che «la minaccia contro gli interessi francesi è ovunque». Il messaggio di emergenza attentato (il livello più alto, ndr) «è stato inviato ieri sera a tutti i nostri cittadini all’estero» ha spiegato Le Drian al termine del Consiglio di Difesa convocato all’Eliseo. Tutti i i meccanismi di sicurezza, interni ed esterni, sono stati rafforzati.

Nel frattempo, emergono nuovi particolari sui movimenti del killer. Secondo i servizi di intelligence, Brahim Aoussaoui, prima di raggiungere la Francia avrebbe passato 15 giorni in Sicilia, a Palermo, ospite da un parente. Il giovane, secondo quanto si apprende da qualificate fonti di sicurezza, avrebbe lasciato l’Italia non prima del 25 ottobre. Nelle due settimane di permanenza in Sicilia non avrebbe fatto trapelare alcun intento terroristico.

Secondo i media italiani, la Digos ha interrogato alcuni testimoni per ricostruite le frequentazioni di Aoussaoui nelle due settimane passate in Sicilia. Ad ospitarlo non sarebbero stati parenti, ma alcuni conoscenti. La polizia avrebbe già sentito alcuni testimoni e acquisito tabulati telefonici.

Come noto, Aoussaoui era sbarcato a Lampedusa all’inizio di settembre. Il 9 ottobre sarebbe transitato a Bari dopo essere sbarcato dalla nave quarantena Rhapsody. La procura di Bari sta cercando di ricostruire i suoi movimenti.

«Si divideva tra casa e lavoro. Non usciva né frequentava altre persone» ha detto la madre del killer ai media francesi. La donna ha spiegato che il 21enne faceva uso di alcol e droghe. Aoussaoui aveva comunicato il suo arrivo in Francia per cercare lavoro il giorno prima dell'attacco.