· Città del Vaticano ·

Francia in lockdown

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Anche la Germania annuncia misure di contenimento del virus che non allenta la sua morsa in Europa

29 ottobre 2020

Sulla base delle recenti indicazioni del Consiglio Scientifico francese relative alla pericolosità della seconda ondata della pandemia con una forte recrudescenza di nuovi casi di covid-19, ieri sera il presidente Emmanule Macron ha annunciato un nuovo lockdown nazionale. «È mia responsabilità proteggere tutti i francesi. Nonostante le polemiche, e nonostante le difficoltà delle decisioni da prendere» le parole con cui Macron ha stabilito su «tutto il territorio» il ritorno in vigore, a partire da domani e fino al 1° dicembre, di forti misure restrittive. Il blocco avrà delle differenze con i provvedimenti anti-covid imposti tra marzo e aprile scorsi. Dall’Eliseo Macron ha ammesso che la seconda ondata, più dura e letale della prima, «va al di là delle previsioni più pessimistiche», accompagnando con una serie di dati scientifici e previsioni decisamente allarmistiche la sua affermazione. L’annuncio del presidente è arrivato nel giorno in cui la Francia ha sfiorato 70.000 contagi in 24 ore, con 767 decessi per cause legate al covid, 2.821 ricoveri e 372 nuovi pazienti in terapia intensiva.

Rispetto all’esperienza primaverile Macron ha elencato le tre differenze principali con quel lockdown: «Le scuole rimarranno aperte. Il lavoro potrà continuare. Le case di riposo e gli ospizi potranno essere visitati». «I nostri figli — ha detto il presidente — non potrebbero rimanere a lungo privi di istruzione, di educazione, di contatto con il sistema scolastico. Gli asili, le scuole elementari, le medie e i licei rimarranno dunque aperti, con dei protocolli sanitari rafforzati», specificando che di fatto soltanto le università, dove si è appurata una elevata facilità di trasmissione del virus, non potranno proseguire con le lezioni in presenza. Relativamente alle attività produttive «l’economia non deve né fermarsi, né crollare e le fabbriche, le aziende agricole e gli uffici pubblici continueranno a funzionare» ha evidenziato Macron nel messaggio in cui ha chiesto alla nazione di restare unita. Tuttavia andranno incentivate le modalità di telelavoro dove possibile. Saranno vietate le riunioni private al di fuori del nucleo familiare, i raduni pubblici e gli spostamenti interregionali, mentre rimarranno aperte le frontiere all’interno dell’Ue. Verranno chiusi bar, ristoranti e le attività commerciali non ritenute di prima necessità.

Anche in Germania ieri è stata giornata di decisioni importanti in materia di nuove misure per fronteggiare l’aumento della curva endemica. Il cancelliere Angela Merkel, dopo aver incontrato ministri e governatori dei Land, ha annunciato l’introduzione di nuove misure da lunedì prossimo. Rimarranno chiusi per il mese di novembre ristoranti, strutture sportive e culturali. Al tempo stesso ha presentato però un nuovo programma di aiuti di emergenza fino a 10 miliardi di euro per sostenere i settori dell’economia colpiti dall’irrigidimento delle restrizioni. Pure in Germania le scuole rimarranno aperte.

I provvedimenti del governo francese e di quello tedesco in materia di istruzione sembrano seguire le indicazioni e le richieste che arrivano sempre più insistenti dalle agenzie Onu direttamente coinvolte su questa materia. Unesco e Unicef hanno chiesto di lasciare aperte le scuole in segno di lotta alla pandemia covid-19, evidenziando i danni alla scolarizzazione. «Non abbiamo bisogno di guardare lontano per vedere la devastazione che la pandemia ha causato all’apprendimento dei bambini in tutto il mondo», ha detto Robert Jenkins, capo del dipartimento dell’Istruzione dell’Unicef.

di Fabrizio Peloni