· Città del Vaticano ·

Appello di dieci leader del continente a sostenere l’agricoltura

Per salvare l’Africa

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
28 ottobre 2020

Dieci Capi di Stato e di Governo africani scrivono ai loro omologhi nel mondo per sollecitare aiuti per le popolazioni rurali dell’Africa. I leader di Angola, Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Etiopia, Gambia, Kenya, Senegal, Sierra Leone e Togo rivolgendosi ai vertici governativi di Europa, Nord America, Medio Oriente, Asia e Oceania sostengono che «oggi è più importante che mai investire nella costruzione della resilienza delle popolazioni rurali per garantire la sicurezza alimentare, proteggere i mezzi di sussistenza di chi vive di agricoltura, garantire che i progressi acquisiti nel corso degli anni non vengano spazzati via e impedire ad altri residenti rurali di cadere nella povertà». La fame nel continente è arrivata ad essere il doppio della media globale.

La pandemia che si è abbattuta sul mondo mette in particolare a rischio le popolazioni povere e vulnerabili che vivono nelle campagne dell’Africa. Di fronte agli impatti socioeconomici del virus, agli effetti della prolungata siccità e delle invasioni di parassiti come le locuste, i leader africani invitano tutti i paesi a riaffermare collettivamente il loro impegno per finanziare il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) delle Nazioni Unite che investe nelle popolazioni rurali e lavora per la loro responsabilizzazione, per combattere la povertà, migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione e costruire la resilienza.

Attualmente, l’Africa continua ad affrontare conflitti cruenti, vive gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, le invasioni di parassiti e a tutto ciò si sono aggiunte le conseguenze socioeconomiche del covid-19. Circa il 75% delle persone più povere del mondo vive nelle zone rurali dell'Africa e sopravvive grazie all’agricoltura e alle attività correlate. Ma i leader africani sottolineano come la terra in Africa abbia un immenso potenziale e sostengono con forza che investire in questo settore è uno dei modi più efficaci per ridurre la povertà. Per questo ribadiscono è importante investire nelle aree rurali per garantire la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico a livello nazionale, tutti elementi di impatto significativo sulla stabilità e la resilienza globali.

Nel loro appello a sostenere l’Ifad, l’unica organizzazione multilaterale di sviluppo dedicata esclusivamente all’eliminazione della povertà nelle aree rurali, i leader africani chiedono un aumento di contributi in occasione dell’Ifad 12, un processo consultivo di un anno in cui gli Stati membri si riuniscono per concordare indicazioni strategiche e mobilitare finanziamenti che il Fondo fornirà ai paesi in via di sviluppo sotto forma di sovvenzioni e prestiti a condizioni favorevoli.

L’Ifad, dal 1978, ha fornito 22,4 miliardi di dollari in sovvenzioni e prestiti a basso interesse per progetti che hanno aiutato circa 512 milioni di persone. L’organizzazione per il periodo 2022-2024 mira a creare un programma di interventi globali di 10 miliardi di euro, di cui più della metà degli investimenti andrebbero all’Africa. Si prevede che tale mobilitazione possa aiutare più di 140 milioni di piccoli agricoltori ad aumentare la loro produzione e il loro reddito facilitando l’accesso al mercato, che contribuirebbe a creare posti di lavoro e a migliorare la sicurezza alimentare e l’alimentazione per le persone più a rischio di essere lasciate indietro.

«Se avrà successo, la ricostruzione delle risorse genererà miliardi di dollari di finanziamenti per la trasformazione delle economie rurali e dei sistemi alimentari in tutto il mondo e consentirà al Fondo di raddoppiare il suo impatto entro il 2030 e contribuire a eliminare la povertà e la fame», sostengono i dieci leader africani.

di Anna Lisa Antonucci