· Città del Vaticano ·

A novanta giorni dal deposito del cinquantesimo strumento di ratifica

In vigore il Trattato che proibisce le armi nucleari

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26 ottobre 2020

Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (Tpan) entra in vigore dopo la ratifica di 50 Paesi, la soglia minima richiesta. Il Tpan, adottato da una conferenza delle Nazioni Unite il 7 luglio 2017, è il primo accordo legalmente vincolante che vieta lo sviluppo, i test, la produzione, l’immagazzinamento e il trasferimento delle armi nucleari. Dunque, esso rappresenta una assoluta novità sul piano giuridico perché vieta l’uso delle armi nucleari in qualsiasi circostanza.

Il 50° Stato depositare lo strumento è stato, ieri, l’Honduras. Il trattato entrerà formalmente in vigore tra 90 giorni. «È una vittoria per l’umanità e una promessa per un futuro più sicuro», ha commentato Peter Maurer, presidente della commissione internazionale della Croce rossa. Tra le ong che hanno espresso il loro plauso anche la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican), una coalizione che nel 2017 vinse il Premio Nobel per la pace per il suo ruolo chiave nel varo del Tpan.

Nel dettaglio, il Trattato stabilisce che è illegale per gli Stati membri «sviluppare, testare, produrre, acquisire, detenere, immagazzinare, utilizzare o minacciare di utilizzare armi nucleari» come si legge nel testo. Inoltre, il Trattato obbliga gli Stati firmatari a fornire un’adeguata assistenza alle persone colpite dall’uso o dalla sperimentazione di armi nucleari, nonché ad adottare le misure necessarie e adeguate per la protezione dell’ambiente in seguito a danni causati da attività connesse con la sperimentazione o l’uso di armi nucleari.

Come accennato, il Tpan rappresenta una novità senza precedenti: per la prima volta si stabilisce in sede internazionale la totale illegalità degli armamenti nucleari. Il Trattato colma un vuoto apertosi con il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) del 1970. Con esso cinque Stati (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) erano riconosciuti come potenze nucleari, mentre tutti gli altri Paesi erano costretti a rinunciare ai programmi di armamento nucleare in cambio della promessa di un uso pacifico della tecnologia nucleare. L’articolo vi del Tnp recitava: «Ciascuna delle parti del Trattato si impegna a portare avanti in tempi brevi e in buona fede negoziati su misure efficaci relative alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e al disarmo nucleare, e su un Trattato sul disarmo generale e completo sotto stretto ed efficace controllo internazionale». Questa promessa, tuttavia, non è mai stata mantenuta. Altri Paesi, come India, Pakistan e Corea del Nord, hanno deciso di non aderire al Tnp o di ritirarsi da esso per sviluppare un proprio arsenale. Questo ha creato tensioni tali da impedire alle cinque superpotenze di avviare negoziati seri per il disarmo.

Non è un caso che le cinque superpotenze non abbiano firmato il Tpan. Il timore è che, proprio grazie al Tpan, possa crescere la pressione internazionale a favore di un totale disarmo senza condizioni e che tratti tutti gli Stati in modo imparziale.

di Luca M. Possati