· Città del Vaticano ·

«Praestans exemplum»

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Laurea honoris causa a Bartolomeo all’Antonianum

21 ottobre 2020

La Laudatio del cardinale Parolin


Il silenzio dell’aula dell’Auditorium (deserta per le restrizioni imposte dalla pandemia di covid-19) apre questo evento. Un silenzio ricco di commozione per la consegna del  dottorato “honoris causa” in Filosofia al patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli. Silenzio rotto solo dalle note dell’Ave Maria  eseguita dal violino del maestro Federico Vozzella e dal canto del soprano Maria Claudia Donato. C’è sintonia profonda, vera, tra il magistero di Papa Francesco e quello di Bartolomeo. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin lo sottolinea nella Laudatio : è un intenso e proficuo rapporto, ormai consolidato nel tempo. Nella figura del patriarca ortodosso si può ritrovare «un esempio particolarmente significativo (praestans exemplum ) proprio a motivo della sua accorata preoccupazione per la crisi ambientale e, ancor di più, per la sua profonda riflessione sul tema ecologico», ha detto Parolin ricordando come il Pontefice abbia in più occasioni voluto fare «ampi riferimenti al suo pensiero, con rimandi espliciti a diversi suoi interventi». Bartolomeo, dunque, “fonte di ispirazione” per Papa Francesco.
Nel suo intervento il  cardinale segretario di Stato ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto che la responsabilità dell’essere umano nei confronti della natura non si sostituisce — anzi la accentua ancor di più — alla responsabilità di ognuno nei confronti del prossimo.  Solamente se si è “tutti fratelli” è possibile poter curare la “casa comune”. È importante, per questo motivo, guardare «a quell’umanesimo cristiano in grado di mitigare il “complesso di onnipotenza dell’attuale uomo-dio». Il porporato cita così il messaggio patriarcale di Bartolomeo per la Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato del 1° settembre 2020.
A consegnare la laurea “honoris causa” della facoltà di Filosofia per la neonata licenza in Ecologia integrale è stato padre Michael Anthony Perry, ministro generale dell’Ordine francescano frati minori e gran cancelliere della Pontificia università Antonianum, il quale ha ricordato la presenza della  comunità francescana a Istanbul e citato versi del Cantico delle creature .  Erano presenti fra gli altri il magnifico rettore dell’Antonianum, padre Agustín Hernández Vidales, che ha voluto salutare tutti con il francescano messaggio «il Signore vi dia pace», il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.
Nel maggio 2014, durante il pellegrinaggio in Terra Santa in occasione del cinquantesimo anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra Papa Paolo vi  e il patriarca Atenagora, Francesco e Bartolomeo firmarono una dichiarazione congiunta con un accorato appello alla riconciliazione ecclesiale e alla custodia amorosa del creato perché «il futuro della famiglia umana dipende anche da come sapremo custodire, in modo saggio e amorevole, con giustizia ed equità, il dono della creazione affidatoci da Dio». Oggi l’arcivescovo di Costantinopoli, ringraziando la Pontificia università Antonianum per il prestigioso riconoscimento, ha ancora una volta posto l’accento su come negli ultimi decenni il mondo abbia assistito a «un allarmante degrado ambientale — con il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità e l’inquinamento delle risorse naturali — insieme a un crescente divario tra ricchi e poveri». Bartolomeo ha voluto sottolineare che è ormai troppo «evidente che la ragione del progresso è falsa e inopportuna, quando la casa dell’uomo viene distrutta»: risulta quindi indispensabile «prendersi cura dell’ambiente». Non è solo principalmente una questione politica o tecnologica, «è prima di tutto una questione religiosa ed etica». Una questione che le due Chiese, cattolica  e ortodossa, stanno affrontando da tempo in perfetta sintonia.

di Antonio Tarallo