· Città del Vaticano ·

Il legame indissolubile fra uomo e natura

Per una rinnovata antropologia ambientale

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21 ottobre 2020

All’indomani della pubblicazione della grande enciclica sociale di Papa Francesco, Fratelli tutti , la Pontificia università Antonianum conferisce oggi il dottorato honoris causa in filosofia a Bartolomeo, la Pontificia università Antonianum conferisce oggi il dottorato honoris causa in filosofia a Bartolomeo, patriarca ecumenico di Costantinopoli. A motivare il solenne atto accademico è il suo impegno a favore di una rinnovata antropologia, in risposta a una crisi epocale, che si dimostra, in pari tempo, crisi spirituale e crisi sociale.

Significativa è soprattutto la coincidenza con la firma, proprio ad Assisi, della nuova enciclica ispirata, come già la Laudato si’ , da Francesco d’Assisi che «manifestò un’attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i più poveri e abbandonati» (Laudato si’ , 10). 
Con Fratelli tutti  Papa Francesco sembra  intenzionato a riproporre la visione politica della Laudato si’ , come dimostrano proprio le frequenti citazioni a essa dedicate, nel capitolo, intitolato «La migliore politica». È come se il Pontefice si proponesse di ribadire il fatto che la Laudato si’  non è un’enciclica ambientalista, bensì  un vero manifesto in favore di una rivoluzione culturale che ha ridato centralità ai diritti dell’ambiente in piena epoca del dominio umano, detta, dell’antropocene.
La tappa antropologico-sociale e politica sembra costituire uno degli snodi essenziali del medesimo itinerario, affinché il cammino iniziato con la Laudato si’  possa procedere verso il giardino escatologico, cui mira proprio l’enciclica sulla cura della casa comune. Assegnare il dottorato in filosofia a Bartolomeo, per l’Antonianum, significa riconoscere e dare rilevanza a questo tornare della storia del magistero del Papa di nome Francesco, nel quale l’orientamento antropologico politico e quello socio-ambientale sembrano incrociarsi, quasi a volersi passare la staffetta. È lo stesso Bartolomeo  ad avercelo fatto intuire, quando nel suo intervento del 26 maggio 2018, in occasione del simposio celebrato in Vaticano, «Un’agenda cristiana comune per il bene comune», aveva rilevato, proprio sui temi ambientali e antropologico-sociali, un felice incrocio ecumenico tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Se la Chiesa romana, grazie a Papa Francesco, dalla dottrina sociale era approdata, con la Laudato si’ , al tema ambientale, mentre quella del patriarcato ecumenico aveva seguito l’itinerario inverso, ora, con la nuova enciclica Fratelli tutti  sembra che entrambe si trovino a sottolineare l’importanza della grande questione antropologica, centro della questione ambientale, fin dal dirompente articolo di Lynn White del 1967. Sull’incrocio tra versante antropologico e versante ambientale dell’odierna crisi planetaria, i due, come ribadisce sempre Bartolomeo, non avevano, in realtà, mai nutrito dubbi: «Sin dall’inizio, abbiamo sostenuto l’idea che servire gli esseri umani, preservare la natura, la giustizia ambientale e la giustizia sociale, siano indissolubilmente legati». È proprio tale fecondità della sintonia ecumenica tra i due “fratelli”, come entrambi amano definirsi, a essere celebrata con tale atto accademico dell’Antonianum.
L’aspetto antropologico della Laudato si’ , che maggiormente colpisce Bartolomeo, si dimostra però quello economico. Lo evidenzia con chiarezza un suo saggio, tra i primi, a commento dell’enciclica sulla cura della casa comune, intitolato significativamente Ecologia, economia ed ecumenismo. L’enciclica Laudato si’  (18 giugno 2015). Egli rileva già in avvio di riflessione come sia proprio il prefisso “eco”, cioè casa, a legare i temi di ecologia, economia ed ecumenismo. La lettura sociale e antropologica della Laudato si’ , nel solco di quella offerta dal patriarca ecumenico, che oggi, profeticamente, trova conferma nell’enciclica Fratelli tutti , è stata punto di riferimento per l’Antonianum, fin dal suo primo affacciarsi al tema dell’ecologia integrale. Tale interpretazione sociale e antropologica dell’enciclica sulla cura della casa comune si è dimostrata imprescindibile, specialmente quando, nella prospettiva della terza missione, quale Chiesa in uscita, si è tentato di considerare la problematica ambientale nel contesto del difficile panorama tarantino, in cui la doppia crisi, ambientale e antropologico-economico-lavorativa si rivela di un’evidenza implacabile. È parso subito evidente come oggi, ad assicurare un cambio di paradigma non solo sul piano culturale ma addirittura antropologico sono soprattutto gli imprenditori, che hanno una visione di nuova economia, rispettosa dell’essere umano e del suo ambiente. Per questo essi sono stati invitati ad accompagnare il diploma in ecologia integrale, facendo della stessa impresa un luogo educativo, capace di formare una nuova mentalità. Assegnare il dottorato honoris causa a Bartolomeo significa dunque per l’Antonianum riconoscere e avvalorare l’intreccio tra ambiente e società, tra impresa e spiritualità, tra economia ed ecologia, a favore di un’integralità antropologica che inaugura una rivoluzione culturale, imprescindibile per affrontare questo cambiamento d’epoca.

di Giuseppe Buffon
Decano della facoltà di Teologia