· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

Modello inarrivabile

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15 ottobre 2020

Qualcuno ha detto che «Dio apre  il paradiso a tutti, entra chi vuole!». Certamente i primi ad entrare  sono quelli citati da Gesù nel Vangelo proposto dalla liturgia: i poveri,  i piccoli, gli umili, i vinti, gli oppressi.
Sono loro i primi a godere  della beatitudine, dopo aver trascorso una vita di sofferenza.
Quando si parla di Santi, si pensa subito alla condizione finale,  con l’aureola sulla testa! Ma in precedenza, come dice la prima lettura, «sono passati attraverso la grande tribolazione...».
I Santi non sono super-uomini,  che si elevano al di sopra dei comuni mortali con miracoli e con una vita eccezionale. Sono uomini e donne come tutti, con i loro difetti  di carattere non sempre vinti;  con le loro passioni. Solo che si sono sforzati di cambiare, di migliorare,  di mettere in pratica il Vangelo.
Scriveva un autore francese: «La casa di Dio è una casa di uomini,  non di super-uomini. I cristiani  non sono super-uomini. E i Santi neppure, anzi, meno ancora, perché sono i più umani degli uomini...  Un eroe dà l’illusione di superare l’umanità, mentre il Santo  non la supera, l’assume. Si sforza  di realizzarla nel miglior modo possibile. Capite la differenza?  Si sforza di avvicinarsi il più possibile al suo modello, Gesù Cristo» (Bernanos).
È una parola, imitare Cristo!  Il modello è inarrivabile! E, tuttavia, se vogliamo fare onore al nostro nome di cristiani, ci dobbiamo provare.
Cristiano è uno che vive di Cristo. Invochiamo l'aiuto dei nostri Santi patroni, perché ognuno di noi, umilmente, serenamente,  e senza scoraggiamenti, cerchiamo  di raggiungere il nostro grado  di santità, per vivere in pienezza  la nostra fede.

di Leonardo Sapienza