· Città del Vaticano ·

Metodisti per il clima

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Azione comune in vista della Cop26 a Glasgow

22 ottobre 2020

I giovani metodisti del mondo intero impegnati in prima linea a fronteggiare la crisi climatica. Ciò sarà possibile attraverso un progetto internazionale di avvicinamento alla Cop26, che si svilupperà fino alla Conferenza Onu sul cambiamento climatico, prevista inizialmente a Glasgow dal 9 al 19 novembre, ma posticipata di un anno a causa della crisi sanitaria. I partecipanti  intendono così «rafforzare la determinazione al cambiamento nelle Chiese e nella società, a fronte dell’emergenza climatica e ambientale, ad unire le voci ed ascoltare con particolare attenzione le ragioni e le richieste del sud del mondo e di chi emigra per motivi climatici».

Il progetto è stato lanciato dalla Chiesa metodista britannica, in collaborazione con la “Joint public issues team” e “All we can”, ente di beneficienza per il sostegno e lo sviluppo. Per la parte italiana, l’iniziativa è seguita e cofinanziata dall’Opera per le Chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi) con la collaborazione della Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Lo scopo è di incontrare e sensibilizzare le Chiese e le organizzazioni metodiste, nonché il loro partner, a livello nazionale e internazionale. Saranno i giovani a condurre le iniziative in ogni Paese.

Gli obiettivi principali del progetto Cop26 indicati dall’Opcemi: «ascoltare e sostenere le voci dei giovani, cercando di aumentare la loro partecipazione e il loro coinvolgimento; accrescere la sensibilizzazione e la consapevolezza del cambiamento climatico; evidenziare l’intersezionalità della giustizia climatica con le questioni sociali; offrire soluzioni accessibili ed efficaci a problemi climatici e ambientali, creare reti di persone pronte all’azione». Sono previsti visite nelle comunità, convegni così come iniziative internazionali. Proprio questa dimensione sovranazionale del programma costituisce uno dei suoi aspetti più salienti: «Questo progetto esiste per riunire i metodisti a livello mondiale per riconoscere i modi in cui il cambiamento climatico trascende i confini nazionali. Attraverso la collaborazione di tutte le Chiese del mondo ci può essere condivisione di storie, esperienze, risorse e capacità. Le ingiustizie della crisi climatica, tra cui le grandi disuguaglianze globali e la minaccia per le generazioni future, offrono un imperativo all’azione per cercare giustizia per coloro che soffrono».

Da qui l’invito a non perdere «questa opportunità per lanciare un decennio di azioni per raggiungere gli obiettivi del 2030 che misureranno il successo dell’azione per il clima del prossimo decennio».

Lo scorso marzo, nel corso di una riunione a New York sul programma e le priorità della Cop26, il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha auspicato che il summit di Glasgow sia la dimostrazione «che il mondo si sta muovendo rapidamente nella giusta direzione. Il nostro compito — ha detto — è reso più difficile dal rinvio di numerosi incontri a causa del coronavirus, ma dobbiamo cercare di sfruttare ogni opportunità per costruire il nostro programma di azione per il clima». Dopo il fallimento della  conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (Cop25), tenuta a Madrid a dicembre e presieduta dal Cile, gli esperti dicono che occorre accelerare su numerosi fronti se si vuole centrare gli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi per la lotta al riscaldamento climatico.