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A fianco dell’Azerbaigian nel conflitto con l’Armenia nel Nagorno-Karabakh

La Turchia pronta a intervenire nel Caucaso

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03 ottobre 2020

Sempre più teso il clima nella regione caucasica del Nagorno-Karabakh, contesa tra Azerbaigian e Armenia.

Il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, ha dichiarato che, finora, l’Azerbaigian non ha chiesto supporto alla Turchia per risolvere la crisi, ma — ha precisato — «se la situazione non si risolvesse noi daremmo il nostro appoggio e nessuno potrebbe dire nulla». La Turchia vuole «risolvere la crisi sotto l’egida dell’Onu, ma nel rispetto dell’unità territoriale. L’Armenia deve ritirarsi», ha sottolineato il ministro turco.

È intervenuto anche il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan. «Questa lotta dell’Azerbaigian continuerà fino alla liberazione del Nagorno Karabakh dall’occupazione armena», ha detto parlando all’inaugurazione di un’ospedale a Konya, in Anatolia.

Baku e Yerevan sono stati a lungo in disaccordo sul Nagorno-Karabakh, che si è staccato dall'Azerbaigian in un conflitto scoppiato con il crollo dell'Unione sovietica. Sebbene nel 1994 sia stato concordato un cessate il fuoco, l'Azerbaigian e l'Armenia si accusano spesso a vicenda di attacchi nella regione contesa, ma pure lungo la frontiera azero-armena. Anche ieri il ministero della Difesa armeno ha denunciato nuovi attacchi delle truppe azere sia da nord che da sud. Secondo il ministero, sono stati abbattuti tre caccia dell’Azerbaigian, una notizia che non è stata sinora verificata in modo indipendente. Stando a fonti armene, dall’inizio delle ostilità si contano più di 200 morti, mentre l’Azerbaigian parla di 19 civili uccisi e 60 feriti. Da parte sua, Hikmet Hajiyev, consigliere per gli Affari esteri del presidente azero Aliyev, ha detto che l’Armenia deve ritirare le proprie truppe dalla regione contesa del Nagorno-Karabakh «se vuole la fine agli scontri armati».

La polizia iraniana ha frattanto disperso alcune centinaia di manifestanti nel nord-ovest del paese, scesi in piazza a sostegno dell’Azerbaigian. L’intervento delle forze dell’ordine, riferisce l’agenzia di stampa locale Fars, è avvenuto a Tabriz, capoluogo dell'Azerbaigian Orientale e dello shahrestān di Tabriz, dove risiede una significativa minoranza azera. Altri cortei sono stati dispersi nelle città di Zanjan e di Ardabil.

In Iran si stima che vivano circa dieci milioni di cittadini di origine azera su oltre 80 milioni di abitanti, a fronte di 100.000 armeni.

Nei giorni scorsi, anche Teheran si era offerta di mediare nel conflitto riesploso nel Caucaso, negando di aver fornito aiuti a Yerevan.

Il conflitto nel Nagorno-Karabakh — regione a maggioranza armena all'interno dell'Azerbaigian, che ha dichiarato l'indipendenza nel 1991 — preoccupa i paesi occidentali e della regione perché potrebbe causare forte instabilità nel Caucaso meridionale, che funge da corridoio per gli oleodotti che trasportano petrolio e gas verso i mercati mondiali.