· Città del Vaticano ·

La santità di un ragazzo del nostro tempo

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Tra dieci giorni ad Assisi sarà beatificato Carlo Acutis

02 ottobre 2020

«Sulle orme di Francesco, che proprio in questo santuario si spogliò di se stesso fino alla nudità, per conformarsi a Cristo, Carlo non chiede che la nostra attenzione si fermi a lui: egli è una voce, un invito, un collegamento. I nostri occhi come i suoi puntano a Dio. Ci parla di eterno, perciò mentre ci prepariamo alla sua beatificazione, ci lasciamo ispirare anche dalla venerazione del suo corpo a non accontentarci di ciò che passa, e a scoccare verso l’infinito la freccia della nostra vita». Sono le parole pronunciate dall’arcivescovo-vescovo di Assisi - Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, giovedì 1° ottobre, nella chiesa di Santa Maria Maggiore della città di san Francesco, durante la solenne concelebrazione eucaristica al termine della quale è stata aperta la tomba del venerabile Carlo Acutis.

Una quindicina i concelebranti, tra i quali il vicario generale della diocesi, don Jean-Clade Hazoumé, fra Carlos Acácio Gonçalves Ferreira, parroco e rettore del santuario della Spogliazione, e don Cesare Provenzi, parroco della cattedrale di San Rufino e presidente della Fondazione del santuario della Spogliazione.

Alla presenza di numerosi fedeli, tra i quali i genitori del ragazzo — che sarà beatificato domenica 10 — il presule ha sottolineato come «Carlo è passato in mezzo a noi come una meteora. Morto a soli quindici anni... Quella meteora — ha precisato — ha lasciato però una scia di luce che lo rende ancora vivo e operante in mezzo a noi», specialmente presso i giovani, «i suoi coetanei di questo tempo così entusiasmante e, insieme, così disorientato. Un tempo dove si sperimentano cose meravigliose attraverso una tecnologia che unisce il mondo da un capo all’altro, ma che tante volte si fa tumulto di informazioni e messaggi contraddittori, nei quali è così difficile ritrovare la bussola della verità e dell’amore».

«Carlo — ha aggiunto monsignor Sorrentino — è un ragazzo del nostro tempo. Un ragazzo dell’era internet e un modello di santità dell’epoca digitale, come lo ha presentato Papa Francesco nella sua lettera ai giovani di tutto il mondo, l’esortazione apostolica post sinodale Christus vivit. Il computer, con la mostra dei miracoli eucaristici da lui realizzata è diventato il suo andare per le strade del mondo, come i primi discepoli di Gesù, a portare nei cuori e nelle case l’annuncio della pace vera, quella che placa la sete di infinito che abita il cuore umano. Quella dei giovani che vogliono davvero vivere da “originali” e non diventare fotocopie delle mode effimere. Perché si può vivere sulla terra abitati dal cielo», ha detto in conclusione.

Al termine della celebrazione, per sottolineare il legame tra san Francesco e Carlo Acutis nella carità, l’arcivescovo ha annunciato la prossima apertura di una mensa per i poveri a poca distanza dal santuario della Spogliazione e l’istituzione di un premio che ogni anno sosterrà un progetto di sviluppo nei Paesi poveri del mondo: «Un progetto in cui dei poveri si danno da fare per il loro riscatto non avendo nulla se non il capitale della fraternità». Il riconoscimento avrà lo scopo di «aiutare a creare le condizioni per una “economia solidale”». Carlo e Francesco «hanno avuto in comune, oltre all’amore per Gesù e in particolare per l’Eucaristia, un grande amore per i poveri. Per questo abbiamo deciso che, in una circostanza come questa, bisognava lasciare un segno forte; e quale segno migliore se non quello della carità?», ha spiegato il presule. I dettagli dei due progetti verranno resi noti nei prossimi giorni attraverso i canali di comunicazione del santuario della Spogliazione.

Un grande applauso ha poi accolto l’apertura della tomba collocata nella navata destra della chiesa di Santa Maria Maggiore, che ha restituito il corpo giovane di Carlo alla venerazione dei pellegrini fino al 17 ottobre. La cerimonia di beatificazione avverrà il 10 ottobre alle 16.30 nella basilica superiore di San Francesco in Assisi. (jean-baptiste sourou)