· Città del Vaticano ·

L’Ecowas revoca le sanzioni in Mali

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Dopo i passi positivi verso un governo costituzionale

09 ottobre 2020

La comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha revocato le sanzioni contro il Mali. Lo riferisce la stessa organizzazione in una nota divulgata martedì scorso. La decisione era stata presa dopo il golpe militare che lo scorso 18 agosto ha deposto il presidente Ibrahim Keita, al potere dal 2013, e l’esecutivo in carica.

Il colpo di Stato era stato preceduto da mesi di proteste che chiedevano le dimissioni di Keita per casi di corruzione e progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza.
«Considerando i notevoli progressi compiuti verso una normalizzazione costituzionale e il sostegno al processo di transizione, i capi di Stato hanno deciso di revocare le sanzioni e hanno invitato i partner a sostenere il Mali», si legge nella dichiarazione. La revoca, attesa da settimane, era subordinata a una serie di condizioni tra cui la nomina di un presidente, di un premier e di un governo a guida civile che portasse a elezioni entro 18 mesi.

L’annuncio è arrivato il giorno dopo la nomina da parte del presidente ad interim, Bah Ndaw, di un nuovo governo composto da 25 membri. Diversi incarichi chiave sono stati assegnati ad ufficiali militari, nonostante le richieste della comunità internazionale e dell’Ecowas. Si tratta comunque di un passo decisivo verso l’uscita del Paese dall’impasse in cui versa da mesi.

Le misure imposte dai 15 Paesi dell’organismo includevano: la chiusura dei confini e il divieto di flussi finanziari e commerciali, ma non di beni di prima necessità quali medicine, attrezzature per combattere il covid o elettricità. Ecowas ha chiesto anche la liberazione dei civili e militari arrestati durante il golpe, nonché lo scioglimento dell’autoproclamato Comitato nazionale per la salvezza del popolo (Cnsp), organo creato dai golpisti, che aveva assicurato «una transizione politica in tempi ragionevoli».