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Il Consiglio europeo, Putin e Macron chiedono una sospensione totale dei combattimenti nel Caucaso

L’Armenia pronta a riconoscere l’indipendenza del Nagorno-Karabakh

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01 ottobre 2020

L’Armenia sta valutando la possibilità di riconoscere l’indipendenza del Nagorno-Karabakh. Lo ha detto ieri il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan. «Questa opzione è all’ordine del giorno. C'è anche la possibilità di firmare un accordo di collaborazione strategica» tra l’Armenia e il Nagorno-Karabakh, «e la possibilità di siglare un trattato di cooperazione nell’ambito della sicurezza e della difesa», ha detto Pashinyan durante un incontro con i giornalisti russi a Yerevan.

Le opzioni sono in discussione e le decisioni saranno prese «a seconda di alcuni fattori», ha precisato il premier. Lo riporta l’agenzia Interfax. Fino ad oggi l’Armenia non ha mai riconosciuto l’indipendenza dell’autoproclamata repubblica.

La diplomazia è comunque al lavoro per impedire che la già incandescente situazione tra Armenia e Azerbaigian possa peggiorare. Nel condannare l’uso della forza nel Nagorno-Karabakh, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, dopo due colloqui telefonici con il presidente azero, Ilham Aliyev, e Pashinyan, ha chiesto un cessate il fuoco immediato. «I negoziati sono la sola via da seguire», ha aggiunto.

Michel ha poi espresso «profonda preoccupazione per l’escalation su larga scala» nella regione caucasica, appoggiando i negoziati di pace a livello Osce e sottolineando che «i civili devono essere protetti».

L’importanza di una de-escalation nella regione è stata inoltre sottolineata dall’Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Josep Borrell, in un colloquio con il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlüt Çavuşoğlu.

Anche i presidenti russo e francese, Vladimir Putin ed Emmanuel Macron, hanno chiesto una sospensione totale dei combattimenti nel Nagorno-Karabakh e si sono detti pronti a intensificare gli sforzi diplomatici per aiutare a risolvere il conflitto. Lo riferiscono fonti del Cremlino, informando di un colloquio telefonico tra i due leader.

«Putin e Macron hanno chiesto alle parti in guerra di fare tacere del tutto le armi il prima possibile, allentare le tensioni e mostrare la massima moderazione», si legge in una nota congiunta. I due leader hanno espresso «disponibilità» a firmare una dichiarazione a nome del Gruppo di Minsk per chiedere la fine «immediata» dei combattimenti. Il Gruppo di Minsk è guidato da una co-Presidenza attualmente composta da Francia, Russia e Stati Uniti. Del gruppo fanno parte anche Belarus, Germania, Italia, Portogallo, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Turchia, oltre a Armenia e Azerbaigian.

La Russia si è anche detta pronta a ospitare negoziati tra Yerevan e Baku. Lo ha sottolineato in una nota il ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Lavrov nel corso dei colloqui telefonici avuti con l’omologo azero, Jeyhun Bairamov, e armeno, Zograb Mnatsakanyan. Il capo della diplomazia di Mosca, prosegue la nota, ha anche confermato la disponibilità ad organizzare contatti tra le parti, incluso un incontro trilaterale a livello di ministri degli Esteri.

Da Baku, il presidente Aliyev ha fatto sapere che l’Azerbaigian deve ripristinare la sua integrità territoriale e fermerà i combattimenti nel Nagorno-Karabakh se le truppe armene lasceranno completamente la regione. Lo ha detto incontrando alcuni soldati feriti nei combattimenti.