· Città del Vaticano ·

In Sudan si rischia l’ennesima crisi umanitaria

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Più di 9 milioni di persone bisognose di aiuto a causa delle esondazioni

16 ottobre 2020

Oltre nove milioni di persone in Sudan  — uno dei Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici a livello globale — hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria a causa delle inondazioni. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao). Milioni di ettari di terreni agricoli sono stati distrutti o danneggiati, compromettendo il raccolto e la sicurezza alimentare già precaria di numerose famiglie. Un milione di tonnellate di cereali è andato perduto, dichiara la Fao.

Gran parte del Sudan ha subito le peggiori inondazioni degli ultimi decenni, con livelli di precipitazioni elevati da luglio. Nelle ultime settimane, l’innalzamento senza precedenti del livello del Nilo ha trovato, purtroppo, il Paese ancora impreparato a fronteggiare questi  ricorrenti fenomeni. Ad oggi non esiste un meccanismo di coordinamento basato su preparazione, prevenzione e mitigazione dei rischi dei disastri ambientali.
La pioggia ha iniziato a scemare e le acque alluvionali si stanno ritirando, ma ora si profila un peggioramento della situazione umanitaria. La crisi economica già in corso mette a rischio la capacità di approvvigionamento alimentare e potrebbe far esacerbare tensioni sociali e scontri interetnici latenti. Il governo ha, intanto, dichiarato lo stato di emergenza per tre mesi e definito il Paese «area di disastro naturale».
Crescono i timori legati al rischio di malattie causate da approvvigionamenti idrici contaminati e da acque superficiali stagnanti. I casi di malaria sono notevolmente aumentati. Si attendono anche riscontri sugli endemici focolai di colera e dengue. Il sistema sanitario è, però, già messo a dura prova dalla pandemia.
L’Onu avverte, infine, che i soccorsi di emergenza sono in difficoltà a causa di un basso livello di finanziamento.