· Città del Vaticano ·

I pinguini, buoni genitori

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La Chimica della Fede

03 ottobre 2020

Nel 2005, uscì al cinema il film «La Marcia dei pinguini» del regista Luc Jacquet, uno dei più bei documentari naturalistici mai realizzati; i protagonisti della pellicola sono proprio i tipici uccelli del Polo Sud, che non sanno volare e che si muovono tanto goffamente sulla terra quanto elegantemente nell’acqua. In aprile, i pinguini imperatori si ritrovano in colonie di migliaia di individui in località distanti più di 100 km della costa dell’Antartide. In questo luogo inospitale, i maschi corteggiamo le femmine con un rituale commovente e le coppie formatesi si promettono fedeltà, memorizzando reciprocamente il suono delle loro voci. Dalla loro unione, a giugno, le femmine producono un solo uovo.

Nidificare in Antartide è però impossibile; le mamme, dunque, con una manovra piuttosto azzardata, passano l’uovo dalle loro zampe a quelle del babbo. Da quel momento, i papà dovranno tenerlo stretto, per accudirlo, proteggerlo e covarlo. Le madri, a quel punto, seppur provate dalla gravidanza, si dirigono senza sosta verso la costa, avanzando come possono anche strisciando se necessario. Nel raggiungerla faticosamente perdono fino a 50 per cento del loro peso, che recuperano poi tuffandosi nelle acque gelide e ingoiando pesce e krill quanto più possibile. Una volta fatta scorta di cibo, ritornano il più velocemente possibile dai babbi, che nel frattempo sopravvivono, insieme ai cuccioli appena nati, a temperature esterne fino a -60 gradi centigradi, stringendosi in cerchio, immobili, uno vicinissimo all’altro. Nella colonia le madri sono in grado di riconoscere la propria famiglia dal solo suono delle grida e, una volta ricongiuntesi a loro, rigurgitano generosamente il bottino ipernutriente nella bocca del loro neonato pinguinetto. Tocca ora ai padri procurare una seconda razione di cibo; lasciano così il cucciolo alla mamma e affrontano a loro volta il viaggio verso il mare. Quando i piccoli sono abbastanza cresciuti per sostenere il viaggio, la colonia intera si dirige lentamente verso la costa. Lì, i giovani partono, da soli, in mare aperto e non torneranno per tre anni, quando avranno completato la loro adolescenza.

Il ciclo riproduttivo dei pinguini imperatore è una storia emozionante per ogni genitore. Il matrimonio è un duro lavoro di squadra. A volte, tocca a uno il compito più arduo; a volte, all’altro. A volte, si è ben equipaggiati per la sfida; a volte, ben poco. Solo il coraggio e la fedeltà sono le garanzie di un successo contro le aspettative; ma — ci insegnano i pinguini — quando questo traguardo è raggiunto, spesso a costo di immensi sacrifici, i genitori devono trovare la forza di lasciare andare i piccoli per la loro strada, in un oceano a loro ignoto e pieno di pericoli.

di Carlo Maria Polvani