· Città del Vaticano ·

Festa di famiglia in preparazione al giuramento

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02 ottobre 2020

Sono 38 le nuove guardie svizzere che venerdì mattina, 2 ottobre, il comandante Christoph Graf ha presentato a Papa Francesco nella Sala Clementina, in un’udienza dal clima davvero familiare, anche per la presenza dei genitori, delle sorelle e dei fratelli delle reclute. Erano presenti, tra gli altri, il cappellano del Corpo, don Thomas Widmer, e il vice comandante Philippe Morard.

La cerimonia del giuramento dei nuovi alabardieri è prevista domenica 4 ottobre, alle 17, nel suggestivo scenario del cortile di San Damaso del Palazzo apostolico. In considerazione dell’emergenza sanitaria generata dalla pandemia da covid-19 — che già aveva suggerito di rimandare il giuramento previsto per lo scorso 6 maggio — la cerimonia si svolgerà in forma strettamente privata e ristretta. Come anche la celebrazione della messa che il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, presiederà, sempre domenica, alle 7.30, all’altare della confessione della basilica di San Pietro.

Nel cortile di San Damaso — in caso di maltempo si ricorrerà all’aula Paolo VI — le 38 guardie presteranno giuramento sulla bandiera del Corpo, alla presenza dell’arcivescovo Edgar Peña Parra, sostituto della Segreteria di Stato, rappresentante del Santo Padre. Sempre in considerazione delle norme sanitarie, non sarà presente — come di consueto — un Cantone “ospite”: quest’anno sarebbe toccato al Basilea Campagna. Sarà comunque possibile seguire la cerimonia, particolarmente ricca di simboli e di tradizioni, in diretta attraverso un livestream trasmesso sul sito internet www.guardiasvizzera.ch

In particolare, 22 guardie presteranno giuramento in lingua tedesca; 12 in lingua francese; 3 in lingua italiana e una in romancio (la lingua romanza parlata in Svizzera). Indosseranno tutti l’uniforme detta “gran gala”, comprensiva di armatura, che viene usata esclusivamente in occasione della benedizione Urbi et Orbi del Papa a Natale e a Pasqua.

E così ora il Cantone più rappresentato nel Corpo è il Vallese con 17 guardie. Seguono San Gallo con 16 e Lucerna con 12 rappresentanti.

Le 22 nuove guardie di lingua tedesca sono: Stefan Egli, Martin Wigger, Vincent Bandi, Gianluca Bartelloni, Damian Bernet, Mihovil Blazević, Till Hüttenmoser, Henric Kohler, Christian Lang, Lukas Portmann, Cyriac Schnyder, Carlo Willi, Patrick Baumann, Yves Benguerel-dit-Perroud, Adrian Brändle, Joël Imholz, Dominik Keusch, Lukas Künzle, Armon Marugg, Robin Pfammatter, Bastian Stillhart e Lukas Vonlaufen.

I 12 alabardieri di lingua francese sono: Mike Boget, Florent Epiney, Florian Pythoud, David Boschung, Eliah Cinotti, Martin Lugon-Moulin, Ferdinand Fourier, Clément Gras, Matthieu Hüging, Vincent Lüthi, Pierre-André Udressy e Jason Uebersax.

In italiano giureranno in 3: Loris Rizzello, Jonas Blumenthal e Joshua Lunghi.

Mentre in romancio giurerà Dominik Eggenberger.

Ecco la formula del giuramento: «Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Pontefice regnante e i suoi legittimi successori, di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa. Assumo gli stessi doveri nei confronti del Collegio Cardinalizio durante la vacanza della Sede Apostolica. Prometto anche al Comandante e agli altri Superiori rispetto, fedeltà e obbedienza. Così giuro, che Dio e i nostri Santi Patroni mi assistano».

Il giuramento avviene, come sempre, nella commemorazione dei 147 soldati elvetici morti in difesa di Papa Clemente VII durante il sacco di Roma il 6 maggio 1527. E lo scorso 6 maggio, proprio in loro memoria, nel pieno rispetto di tutte le misure sanitarie, era stata deposta una corona di fiori nella piazza dei Protomartiri Romani e l’assessore per gli Affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Luigi Roberto Cona, aveva celebrato la messa nella chiesa di Santa Maria della Pietà in Campo Santo Teutonico.

Inoltre, in questo periodo, sono “in formazione” altre 15 reclute che hanno iniziato la loro preparazione in Vaticano il 1° settembre e presteranno giuramento il 6 maggio 2021. E, intanto, da martedì 6 a sabato 10 ottobre avrà luogo la ormai consueta “settimana di informazione” per i giovani elvetici che sono interessati a vivere l’esperienza nel Corpo: in questo modo hanno l’opportunità di vedere di persona, dal di dentro, la vita quotidiana della guardia svizzera.

«Tradizione e modernità raramente risultano così strettamente legate come nella Guardia Svizzera Pontificia» fa presente il comandante Graf. «Dal 1506 infatti» il Corpo «protegge il Pontefice senza che nulla sia cambiato. Si sono per contro modificati i metodi con cui le guardie svolgono il loro lavoro e l’ambiente in cui esse si muovono». Ma oggi «sotto alla tradizionale uniforme rinascimentale» c’è un giovane svizzero «moderno e ben istruito», che ha il «gusto per l’avventura in un ambiente internazionale» e che ha in comune con le guardie che lo hanno preceduto in oltre 500 anni di storia «la ferma convinzione che la Chiesa di Gesù Cristo e il Successore di Pietro meritino che ci si impegni a costo della propria vita, se necessario».