· Città del Vaticano ·

Fase cruciale per la Libia

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L’Onu annuncia la ripresa del dialogo politico e militare

13 ottobre 2020

Il dossier libico è sempre più al centro di un’intensa mobilità internazionale e regionale, per porre fine alla crisi che affligge il Paese nordafricano da quasi un decennio.  Il prossimo 26 ottobre le Nazioni Unite riprenderanno il dialogo politico e militare tra le parti. Lo ha annunciato in un comunicato Stephanie Williams, rappresentante speciale ad interim del segretario generale dell’Onu in Libia e capo dell’Unsmil.

La decisione segue settimane di impegno con le principali parti libiche e internazionali, mentre continua il dialogo tra le autorità della Cirenaica e della Tripolitania. Lunedì scorso, nella capitale tedesca, si è tenuto il vertice internazionale dell’Onu sulla Libia, per dare nuovo slancio al processo di pace nel Paese.

La ripresa dei colloqui intralibici inclusivi — riferisce la Missione di sostegno dell’Onu in Libia — avviene sulla base della risoluzione 2510 del 2020 del Consiglio di sicurezza, che ha approvato le conclusioni della Conferenza di Berlino dello scorso 19 gennaio. Il Foro di dialogo politico libico (il Libyan Political Dialogue Forum — Lpdf) si svolgerà attraverso una serie di consultazioni preparatorie in videoconferenza tra le parti libiche, a cui faranno seguito degli incontri in presenza all’inizio di novembre in Tunisia, pandemia permettendo.

L’obiettivo del Dialogo «è generare consenso su una cornice di governo unificata e accordi, che porteranno alle elezioni — ipotizzate in primavera  — nel più breve tempo possibile, in modo da ripristinare la sovranità della Libia e la legittimità delle sue istituzioni», ha detto Williams. Lo Lpdf si baserà sui progressi e sulle opinioni consensuali emersi dalle recenti consultazioni tra i libici, comprese le raccomandazioni di Montreux e le intese raggiunte a Bouznika e al Cairo, ma anche sulle consultazioni tenute nell’ambito del processo della conferenza nazionale. Tuttavia, l’Onu terrà colloqui diretti tra le delegazioni della Commissione militare mista (Jmc) 5 + 5 a Ginevra a partire dal 19 ottobre. L’Onu sollecita, in particolare, il ritiro «di tutte le manovre e rinforzi militari per consentire un cessate il fuoco duraturo, inclusa una zona smilitarizzata nella Libia centrale», al fine di favorire discussioni politiche costruttive.

In vista della prima riunione del Forum in Tunisia, il presidente tunisino, Kaïs Saïed, ha ricevuto ieri Williams al Palazzo di Cartagine, per discutere dei preparativi e dello stato di avanzamento delle consultazioni svolte dalla Missione. In questa occasione, l’inviato Onu ha espresso apprezzamento «per il continuo sostegno della Tunisia agli sforzi della Missione per raggiungere una soluzione politica intralibica globale».

La crisi libica, è stata ieri al centro anche della telefonata tra Saïed e il suo omologo algerino, Abdelmadjid Tebboune, il quale ha accolto con favore la proposta della Tunisia di ospitare il Forum, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

di Alicia Lopes Araújo