· Città del Vaticano ·

Donne e teologia: la spinta di mons. Phalana

Monsignor Victor Phalana (da suo profilo Facebook)

Osservatorio

24 ottobre 2020

Quando un prelato africano si pronuncia apertamente in favore di una maggiore opportunità di accesso per le donne agli studi teologici, la notizia non passa inosservata. E così è stato il 15 agosto scorso. Monsignor Victor Hlolo Phalana si è espresso in occasione del mese dedicato all’uguaglianza di genere in Africa del Sud. In un video clip condiviso con l’agenzia aci, il vescovo ha lodato le donne che assumono ruoli ministeriali in assenza del clero e ha esortato la Chiesa a trovare il modo per associare più donne alle decisioni. Terzo vescovo della giovane diocesi di Klerksdorp, a 200 chilometri da Pretoria, monsignor Phalana non è un prelato qualsiasi. Si era già fatto notare, qualche tempo prima, per avere condannato con rara fermezza la violenza contro le donne molto diffusa nel Paese. Il vescovo aveva anche puntato il dito contro la Chiesa che, secondo lui, ha contribuito a questo flagello, a causa dei suoi silenzi e dalla sua impreparazione. Ma soprattutto aveva spronato proprio le donne ad alzare la testa e a lottare per difendere i propri diritti, augurandosi che il suo “grido” fosse letto nelle parrocchie, nelle famiglie, a catechismo: «Non lasciatevi minacciare o intimidire… E che Dio ci liberi, noi uomini, dallo spirito di controllo».

E, di fatto, il dominio degli uomini sulle donne è presente anche nella Chiesa. Allorché svolgono un ruolo essenziale nelle comunità, parrocchie e istituzioni ecclesiali, le donne sono quasi sempre relegate nei ruoli subalterni: disporre i fiori, pulire la chiesa…… «Ma questa non è la volontà di Dio», insorge monsignor Phalana sottolineando con orgoglio che nella sua diocesi le donne sono la maggioranza nel consiglio pastorale (la cui presidenza è stata attribuita a una donna, appunto). Il vescovo di Klerksdorp non si stanca di ribadire che la presenza delle donne nei ruoli apicali non indebolisce il consiglio presbiterale. Al contrario! E che bisogna rallegrarsi della decisione di Papa Francesco di istituire una Commissione di studio sul diaconato femminile.

Monsignor Phalana osserva d’altra parte che i canti, i testi liturgici, le preghiere sono a volte sessisti e si chiede «come possiamo parlare di giustizia quando la nostra liturgia ha un’impronta prettamente maschile?». Per il prelato sudafricano è essenziale che laiche e religiose ricevano una formazione nelle diverse discipline della Chiesa: diritto canonico, studi biblici, teologia... Sarebbe una risorsa preziosa. E allora perché non creare borse di studio speciali per le donne che vorrebbero dedicarsi a queste materie? Una proposta da non sottovalutare tenendo conto anche del fatto che con una crescita significativa dei fedeli, l’Africa potrebbe diventare perno del mondo cattolico.

di Romilda Ferrauto