· Città del Vaticano ·

Crediamo all’amore

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Il Vangelo in tasca

15 ottobre 2020

Tutte le religioni, tutte le letterature, tutte le filosofie ammettono l’amore come legge suprema della vita.
Tutti parlano di amore, in ogni momento, in tutte le situazioni. Pare che ce ne sia in abbondanza, anzi, perfino in eccesso! Ma tutti dicono, cantano, urlano, spiegano “amore” e basta. Si fermano solo a una mano di vernice!
Gesù non usa vernici, non si ferma alla facciata. Non fa facile romanticismo o sentimentalismo. Per lui l’amore è legge, e la legge è amore!
E quelli che lo seguono — i cristiani — sono quelli che «credono all’amore» (1 Gv 4, 16) come forza determinante della vita e della storia.
Amore a Dio, e amore al prossimo: senza mezze misure! Stiamo attenti: su questo argomento non si deve dare nulla per scontato.
Dio, gli altri, la moglie, il marito, i figli, gli amici non devono indovinare se noi li amiamo. Quante sofferenze inutili eviteremmo, se avessimo il coraggio di ripetere spesso “ti voglio bene!”, “ti amo!”.
Ma dirlo quando è il momento, quando è utile, quando è necessario; non quando è troppo tardi! Quanti peccati di omissione, in amore! Ci lasciamo sfuggire l'opportunità e la possibilità di una parola affettuosa, di un gesto di delicatezza che può rischiarare e riscaldare l’esistenza.
E, così, arriva il tempo che è... troppo tardi! E allora cominciano i rimpianti; i pentimenti, e versiamo lacrime amare sul tempo scaduto, le occasioni che ci siamo lasciati sfuggire.
Il domani non esiste, per l’amore! E, comunque, rimandare a domani vuol dire mancare l’appuntamento con l’oggi. Forse chi chiede il nostro amore oggi, domani non ripassa.
Non aspettiamo le grandi occasioni, i momenti opportuni per dire e dare amore. Il momento favorevole è questo, e non un altro!

di Leonardo Sapienza