· Città del Vaticano ·

A proposito di santi e sante africane…

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Martirologio

24 ottobre 2020

Paolo VI

«Nel rivolgere il Nostro saluto all’Africa, non possiamo fare a meno di richiamare alla mente le sue antiche glorie cristiane. Pensiamo alle Chiese cristiane d’Africa, l’origine delle quali risale ai tempi apostolici ed è legata, secondo la tradizione, al nome e all’insegnamento dell’Evangelista Marco. Pensiamo alla schiera innumerevole di santi, martiri, confessori, vergini, che ad esse appartengono. In realtà, dal secondo al quarto secolo la vita cristiana nelle regioni settentrionali dell’Africa fu intensissima e all’avanguardia tanto nello studio teologico quanto nella espressione letteraria.

Balzano alla memoria i nomi dei grandi dottori e scrittori, come Origene, Atanasio, Cirillo, luminari della Scuola Alessandrina, …Tertulliano, Cipriano, e soprattutto Agostino, una delle luci più fulgenti della cristianità. … i grandi santi del deserto, Paolo, Antonio, Pacomio, primi fondatori del monachesimo, diffusosi poi, sul loro esempio, in Oriente e Occidente. … Questi luminosi esempi, come pure le figure dei Santi Papi Africani Vittore, Melchiade e Gelasio, appartengono al patrimonio comune della Chiesa, e gli scritti degli autori cristiani d’Africa ancor oggi sono fondamentali per approfondire, alla luce della Parola di Dio, la storia della salvezza.

Africæ terrarum, n. 3 (1967)

Giovanni Paolo II

«La Chiesa in Africa deve provvedere a redigere il suo proprio Martirologio, aggiungendo alle magnifiche figure dei primi secoli [...] i martiri e i santi degli ultimi tempi».

Sinodo dei Vescovi per l’Africa, (1994)

«Durante questi primi secoli della Chiesa in Africa, anche alcune donne hanno reso la loro testimonianza a Cristo. Tra esse è doverosa una menzione particolare delle sante Felicita e Perpetua, di santa Monica e di santa Tecla».

Ecclesia in Africa, n. 31 (1995)

«La lista dei santi che l’Africa dona alla Chiesa, lista che è il suo più grande titolo di onore, continua ad allungarsi. Come potremmo non menzionare, tra i più recenti, Clementina Anwarite, vergine e martire dello Zaire, beatificata nel 1985, Vittoria Rasoamanarivo, del Madagascar e Giuseppina Bakhita (nella foto, il drappo a San Pietro il giorno della beatificazione), del Sudan. E come non ricordare il beato Isidoro Bakanja, martire dello Zaire» (Ibidem, n. 34)

Benedetto XVI

«Incoraggio i Pastori delle Chiese particolari a riconoscere fra i servitori africani del Vangelo coloro che potrebbero essere canonizzati, non solo per aumentare il numero dei Santi africani, ma anche per ottenere nuovi intercessori in cielo affinché accompagnino la Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno ed intercedano presso Dio per il Continente africano».

Africæ Munus, n. 114 (2011)