· Città del Vaticano ·

Via col vento (della solidarietà)

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Punti di resistenza

26 settembre 2020

L’attività svolta dalla Fondazione Tender To Nave Italia Onlus


«Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele» scriveva Seneca e mai come nel caso delle attività svolte dalla Fondazione Tender To Nave Italia Onlus, le vele sono spiegate verso la meta che vede, nei benefici offerti dalla “vita di bordo”, il mezzo per la solidarietà volta all’inclusione e all’autostima.

Ripartita alcuni giorni fa dal porto di La Spezia, la Nave Italia — una goletta armata a brigantino — riprende la rotta con una serie di “viaggi” che, per questioni legate al covid-19, inizieranno e si concluderanno in ottobre sempre nella città ligure anziché, come da consuetudine, toccando diversi porti del nostro Paese. Un calendario ridotto — sarebbe dovuto iniziare a maggio — con i progetti educativi/riabilitativi ideati assieme ad otto associazioni onlus, mentre sarebbero dovute essere ventidue, e un ristretto numero di ospiti a bordo nel pieno rispetto delle norme in vigore e, non a caso, la gran parte dei ragazzi che salirà sulla nave proviene proprio dalle zone più colpite dalla pandemia: Lombardia e Veneto. I progetti che nascono ogni anno con la collaborazione di onlus e associazioni si basano sull’utilità terapeutica che la vita di mare e la navigazione offrono a persone con disabilità o a quanti sono vittime del disagio sociale.

È stato infatti analizzato che proprio la quotidiana spartizione di compiti e responsabilità (tenendo ovviamente conto delle singole esigenze degli ospiti e dei gruppi) sollecita inattese risposte attive dei singoli con nuova consapevolezza e autostima, concorrendo all’abbattimento dei pregiudizi sulla disabilità fisica e sociale. Così ogni persona ha modo di arricchire l’altra inconsapevolmente e non esistono differenze, ma una cosa è certa: il mare, lo scandire del tempo a disposizione in modo nuovo e coinvolgente, l’equipaggio e i volontari, sono in grado di regalare un’esperienza senza pari che segnerà certamente la vita di ogni partecipante.

Lo scorso anno Nave Italia ha accolto 436 persone facenti parte di progetti diversi: bambini, adolescenti ma anche adulti con disabilità, disagio psichico o sociale e familiare. Dal 2007 ha imbarcato oltre 5.000 passeggeri speciali e 1.500 operatori e volontari, ha realizzato 280 progetti .

Un equipaggio formato da professionisti della Marina Militare italiana la quale, con lo Yacht Club italiano, è tra i soci fondatori della Fondazione Tender To Nave Italia, nata nel 2007 per volere di Carlo Croce, allora presidente dello Yacht Club italiano che vide, nella bellissima imbarcazione approdata nel 2006 a Genova, quello che avrebbe potuto dar vita a un suo “vecchio sogno”: un veliero dedicato a persone con disabilità. Costruita nel 1993 dai cantieri navali di Danzica la Wisla — questo era il nome della nave — aveva viaggiato per tredici anni fra l’Olanda e le Antille prima di ormeggiare proprio davanti alla sede del circolo: da quel momento ogni azione portò alla costituzione della Fondazione Tender To Nave Italia Onlus con il suo primo cda e l’accordo siglato nello stesso anno a Roma presso la Marina Militare italiana alla quale venne affidata la conduzione del veliero.

Il 6 aprile l’inaugurazione effettiva imbarcando il primo progetto riabilitativo che, ancora oggi, è frutto di studi assieme a onlus, ospedali ed enti no profit in Italia e all’estero. Un lavoro imponente che si realizza di anno in anno anche grazie al sostegno di promotori benemeriti che credono in questa singolare iniziativa e dalle donazioni di partner sostenitori e donatori privati che possono operare anche elargendo somme attraverso l’8 x 1000. Lungo 61 metri, largo 9,20, con una superficie velica di 1.301 metri quadrati, l’Italia è per le sue dimensioni e la superficie velica il veliero più grande al mondo nella categoria dei brigantini attualmente in servizio attivo di navigazione.

Un equipaggio composto da ventuno militari i quali, assieme ai volontari e il personale preposto di volta in volta dalle associazioni promotrici del singolo progetto, riescono a coinvolgere chiunque partecipi, mettendo in atto i dettami della Carta etica della Fondazione che sottolinea come i soggetti fragili non siano solo “oggetti di tutela” ma soggetti capaci di risposta attiva, energica, inattesa, con possibilità di nuova consapevolezza sul proprio valore di persona.

Oggi la Fondazione Tender To Nave Italia Onlus accoglie progetti delle seguenti aree di intervento:

Disabilità — volta al raggiungimento di maggiori autostime e migliore qualità di vita di bambini, ragazzi e adulti con disabilità e delle loro famiglie. In questa fascia grazie a metodologia e duttilità di Nave Italia sono state accolte numerose persone con malattie genetiche (fibrosi cistica e malattie metaboliche, diabete, spina bifida, tumori), deficit sensoriali, disabilità cognitive.

Salute mentale — con progetti di abilitazione di persone affette da malattia o disagio psichico; per loro il lavoro svolto a bordo è particolarmente idoneo volgendo alla scoperta di risorse inespresse, nuove capacità relazionali, acquisizione di una maggiore autostima, con un forte stimolo a mettersi in discussione.

Disagio sociale familiare e scolastico — questo è molto spesso legato a maltrattamenti, abusi, sofferenza e violenza sovente all’interno del nucleo familiare, sin dalla prima infanzia. La navigazione a vela è per questi soggetti metafora di come le difficoltà della vita, se affrontate assieme siano superabili, anche nel rispetto di regole che, imposte in modo naturale e non autoritario, offrono ottimi risultati per l’equilibrio personale e il rapporto con gli altri.

di Susanna Paparatti