· Città del Vaticano ·

Trump rivela l’esistenza di una super arma nucleare

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Mentre infuriano le polemiche per le sue affermazioni sul covid

11 settembre 2020

Si alzano i toni della campagna elettorale negli Stati Uniti. A gettare benzina sul fuoco in questi giorni sono le anticipazioni, diffuse dal «Washington Post», del nuovo libro del celeberrimo giornalista Bob Woodward. «Rage» (“Rabbia”), questo il titolo del volume, riporta alcune conversazioni avute dal giornalista con il presidente. Alcune di queste stanno suscitando non poche polemiche.

Come ad esempio quella in qui Trump afferma di essere stato ben consapevole sin da febbraio della pericolosità del coronavirus, ma di aver in qualche modo minimizzato per non gettare il paese nel panico.

Ieri, attraverso un’altra anticipazione di «Rage», l’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che gli Stati Uniti dispongono di una potentissima arma nucleare mai resa nota prima. «Ho costruito un sistema nucleare... un’arma che nessuno ha mai avuto prima in questo paese. Abbiamo qualcosa che non si è mai visto e sentito. Abbiamo qualcosa di cui Putin e Xi non hanno mai saputo. Non c’è nessuno... quello che abbiamo è incredibile», dice il presidente al giornalista. Trump ha parlato di quest’arma riflettendo su quanto Stati Uniti e Corea del Nord fossero stati vicini ad una guerra nucleare nel 2017. Woodward ha sottolineato che fonti anonime gli hanno confermato successivamente l’esistenza della nuova arma.

E mentre esperti e mass media si interrogano sulla natura della nuova arma vantata da Trump, nel paese flagellato dalla pandemia infuriano le polemiche dopo la pubblicazione delle parole del presidente che ammette di essere stato al corrente della minaccia costituita dal covid-19. Lo stress Trump è ieri intervento sulla questione attraverso un tweet. «Bob Woodward aveva le mie dichiarazioni da molti mesi. Se pensava fossero così sbagliate o pericolose, perché non le ha immediatamente rese pubbliche per salvare vite umane? Non aveva un obbligo a farlo? No, perché sapeva che erano risposte corrette e adeguate. Calma, nessun panico», ha scritto il presidente. Un’obiezione a cui Woodward non ha saputo fornire una risposta convincente, ma che non mette al riparo Trump dalle critiche. «Il virus non è colpa di Donald Trump ma le morti causate dalla pandemia lo sono perché avrebbe potuto fare qualcosa invece andava dicendo che non c’era bisogno di distanziamento sociale o di indossare la mascherina e guardate cosa è accaduto» ha afferma Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca alla Cnn.

Intanto, gli stessi ricercatori che, sulla base di un’analisi condotta mediante i motori di ricerca e i social network, avevano previsto, contro ogni pronostico, la vittoria di Trump su Hillary Clinton, ritengono probabile l’affermazione del presidente anche a novembre.