· Città del Vaticano ·

Tensioni nel Mediterraneo
Nato in difficoltà

Esercitazioni militari turche nel Mediterraneo orientale (Afp)

Non partono i colloqui tra Grecia e Turchia

08 settembre 2020

Grecia e Turchia, paesi membri della Nato, sono al centro di un’escalation delle tensioni sulle risorse energetiche nel Mediterraneo, con un moltiplicarsi di manifestazioni di forza e incidenti che destano preoccupazione in Europa. La Turchia sta per dare il via a cinque giorni di esercitazioni militari nella parte turca di Cipro, mentre quaranta carri armati provenienti dalla Siria sono stati posizionati al confine con la Grecia. È la prima volta che tra due paesi alleati della Nato si registra una simile tensione.

Come rilevano molti analisti, questa vicenda mette in mostra alcune debolezze della Nato. Nei giorni scorsi il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, aveva proposto colloqui indiretti. Purtroppo, a oggi, nonostante Stoltenberg abbia incontrato i rappresentanti dei due paesi, non sono state avviate negoziazioni e l’escalation sembra continuare. «Da sempre, chi non è riuscito a sconfiggere la Turchia sul piano diplomatico o militare, si è orientato verso quello economico. Siamo determinati a non abbandonare le ricchezze e le risorse della Turchia a quelli che si nutrono delle crisi e del caos» ha detto ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

La contesa tra Grecia e Turchia non è di facile risoluzione. Per quanto nel Mar Egeo i limiti costieri dei due paesi siano ben definiti, tutto è reso più difficile dalla presenza di decine di isole appartenenti ad Atene, che danno diritto ai greci di considerare ampie porzioni di mare come appartenenti alla propria zona economica esclusiva (Zee), che può estendersi fino a 200 miglia nautiche. La Convenzione Onu sulla legge del mare dà ragione ai greci, ma i turchi la rifiutano non avendola mai firmata e sostenendo che ha valore solo per chi vi aderisce.

A far scoppiare le recenti tensioni è stata la decisione turca di avviare esplorazioni energetiche. Ankara ha anche annunciato esercitazioni militari. La Grecia ha risposto inviando navi.