· Città del Vaticano ·

Storico cambiamento per il Montenegro

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Il presidente perde la maggioranza dopo 30 anni

24 settembre 2020

Mentre la rielezione di Aleksandr Lukashenko in Bielorussia e le intense proteste scatenate da essa continuano ad essere al centro del dibattito internazionale, un altro Paese europeo ha subito quella che potrebbe rivelarsi una svolta epocale in seguito alle ultime elezioni. In Montenegro, lo storico Partito democratico dei socialisti (dps) ha subito una sconfitta senza precedenti nelle elezioni politiche dello scorso 30 agosto, perdendo la maggioranza in Parlamento per la prima volta dopo 29 anni. Nonostante la formazione di alleanze con alcuni partiti minori, infatti, il dps è riuscito a ottenere solo 40 seggi su 81, lasciando così alle coalizioni dell’opposizione la possibilità di formare un nuovo esecutivo.

Personaggio fondamentale di questo partito è sicuramente il suo attuale leader e presidente del Montenegro in carica Milo ƉÐukanović: egli ha infatti alternato quasi ininterrottamente la sua carica attuale con quella di primo ministro fin dal 1991, per un totale di sei mandati complessivi.

La sconfitta ricevuta dal dps in queste ultime elezioni, sebbene con un margine estremamente ridotto, apre quindi uno scenario inedito per il Paese balcanico. È inoltre degno di nota che le votazioni hanno registrato un’affluenza ai seggi del 76,64 per cento, largamente superiore a quella degli anni precedenti. Le file dell’opposizione si presentano piuttosto variegate: a raccogliere la maggior parte dei consensi è stata la coalizione Per il futuro del Montenegro, al cui interno il partito di maggioranza è il Fronte Democratico, di ispirazione nazionalista, mentre le altre coalizioni sono La pace è la nostra nazione, di matrice centrista e filo-europea, e la piattaforma civica Nero su bianco, guidata dai verdi. Va inoltre ricordato che il dps rimane il primo partito del Paese, avendo ricevuto il 35,4 per cento dei voti contro il 32,5 per cento raggiunto da Per il futuro del Montenegro.

Considerate queste rilevanti differenze politiche, non sarà quindi semplice per l’opposizione trovare terreno comune per la formazione di un nuovo esecutivo, ma allo stesso tempo tutti e tre i componenti hanno espresso più volte la loro contrarietà a formare un’eventuale alleanza di governo con il partito di ƉÐukanović. Le consultazioni sono state recentemente avviate dallo stesso presidente, e i leader dell’opposizione hanno rilasciato negli scorsi giorni una dichiarazione congiunta, affermando che «Il Montenegro non cambierà il proprio corso in politica estera […] Il nuovo esecutivo sarà pro-europeo, filo-occidentale e pro-montenegrino».

L’onda lunga di queste elezioni ha inoltre raggiunto anche alcune città chiave del Paese balcanico, come Budva, Kotor e Tivat, dove le elezioni amministrative hanno avuto luogo nello stesso giorno. Anche in queste votazioni, infatti, il dps è stato sconfitto dopo una lunga egemonia.

Si prospettano quindi importanti cambiamenti per il Paese, mentre il mandato presidenziale di Ðukanović, nonostante la sconfitta in Parlamento, proseguirà fino al 2023.

di Giovanni Benedetti