· Città del Vaticano ·

Sale la tensione elettorale negli Stati Uniti

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Si accende il dibattito dopo alcune dichiarazioni di Trump

25 settembre 2020

«Vedremo quello che succede...». Queste le parole del presidente Donald Trump a chi gli ha chiesto se ci sarà una transizione pacifica in caso di vittoria di Joe Biden il prossimo 3 novembre. Dichiarazioni che hanno portato il dibattito politico statunitense, già sollecitato dalle proteste razziali e dalla vicenda della nomina del nuovo giudice alla Corte suprema al posto di Ruth Bader Ginsburg, a livelli di tensione altissimi. Il presidente avrebbe intenzione di procedere a alla nomina alla Corte suprema già domani e non, come da molti auspicato, dopo il voto per la Casa Bianca, suscitando un’inevitabile ondata di polemiche.

Il risultato del voto di novembre sembra quanto mai incerto, e c’è chi ha interpretato le parole di Trump come un rifiuto ad accettare un responso avverso delle urne. La Casa Bianca ha comunque precisato che «il presidente accetterà il risultato di elezioni libere e imparziali».

Anche il Senato Usa ieri ha approvato una risoluzione, non vincolante, con cui ribadisce «il suo impegno per il trasferimento ordinato e pacifico del potere richiesto dalla Costituzione degli Stati Uniti» dopo le prossime elezioni presidenziali, come noto in programma il 3 novembre. «È un peccato che dobbiamo venire a riaffermare il nostro impegno per il nostro paese, per la nostra Costituzione e per quello che siamo come popolo. A volte sentiamo cose che lo mettono in discussione e l’abbiamo sentito ieri e ne eravamo molto preoccupati» ha sostenuto il senatore democratico Joe Manchin propositore della risoluzione.

Il Senato ha inoltre appoggiato l’idea che «non ci dovrebbero essere ostruzioni da parte del presidente o di qualsiasi persona al potere per rovesciare la volontà del popolo degli Stati Uniti». Il leader dei senatori repubblicani, Mitch McConnell, ha garantito che «ci sarà una transizione ordinata», assicurando che «il vincitore delle elezioni di novembre si insedierà il prossimo 20 gennaio, esattamente come è avvenuto ogni quattro anni dal 1792».

Sale intanto l’attesa per il primo duello tv tra Trump e Biden, in programma martedì 29 a Cleveland. Il governatore dell’Ohio, Mike Dewine, ha deciso di mobilitare 300 uomini della guardia nazionale per aiutare la polizia locale nel mantenere la sicurezza di coloro che parteciperanno al dibattito.