· Città del Vaticano ·

Russia e Bielorussia per una soluzione della crisi

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

Incontro a Mosca tra i due capi di Stato

14 settembre 2020

Dmitri Peskov, portavoce del presidente russo Vladimir Putin, ha annunciato che oggi, lunedì 14, ha luogo a Mosca un incontro fra il leader russo e il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. Dall’inizio delle proteste contro la rielezione di Lukashenko, che ha sancito l’inizio del suo sesto mandato e del ventiseiesimo anno di presidenza i due capi di Stato si sono sentiti tramite telefono diverse volte.

Le dimostrazioni antigovernative continuano ad infiammare la Bielorussia, dove un’altra attivista dell’opposizione, Antonina Konovalova, è stata dichiarata scomparsa lo scorso 8 settembre.

L’incontro tra i due leader si svolge, inoltre, durante le annuali esercitazioni militari congiunte fra Russia e Bielorussia, note come “Fratellanza slava”, a cui per la prima volta non parteciperà la Serbia, a causa delle pressioni dell’Unione europea.

In un clima segnato da forti tensioni fra il governo bielorusso e l’Ue che non riconosce la validità delle ultime elezioni, l’incontro di Mosca potrebbe rivelarsi determinante per i futuri sviluppi della crisi.

Il rapporto fra Russia e Bielorussia è infatti sempre stato molto stretto, anche se considerato nel contesto delle ex repubbliche sovietiche: la maggior parte delle quali è entrata nella Comunità degli Stati indipendenti (Csi), un’organizzazione internazionale istituita nel 1991 allo scopo di cementare i rapporti fra gli Stati nati dalla dissoluzione dell’Unione sovietica.

Il rapporto venne poi ulteriormente intensificato nel 1996 con l’istituzione dell’Unione Russia-Bielorussia, un organo concepito per rafforzare i legami (soprattutto economici) fra i due Paesi. L’economia bielorussa risulta infatti essere pesantemente subordinata a quella del vicino, che ne costituisce di gran lunga il primo partner commerciale e il maggiore fornitore energetico.

Putin, che in una recente dichiarazione ha descritto la Bielorussia come «il Paese a noi più vicino», ha detto di essere favorevole a una soluzione mediata della crisi bielorussa, ma anche di non dubitare minimamente della legittimità del governo di Lukashenko.

Lukashenko rimane intanto fermo sulla sua posizione di condanna verso le proteste, e continua a ribadire la priorità della riforma costituzionale da lui promossa rispetto a delle possibili nuove elezioni.

Il dialogo fra i due leader potrebbe però risultare più complicato del previsto: gli ultimi anni hanno infatti visto diverse frizioni fra i due Paesi, in particolare riguardo ai sussidi energetici forniti dalla Russia. L’incontro di Mosca si preannuncia pertanto estremamente rilevante per gli sviluppi di questo scenario nel futuro prossimo.

di Giovanni Benedetti