· Città del Vaticano ·

Per i nuovi poveri della post pandemia

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Il 26 e 27 settembre in 800 piazze italiane l’iniziativa «Un pasto al giorno» della Comunità Giovanni XXIII

24 settembre 2020

Con il suo tanto da fare, per i poveri e i dimenticati, don Oreste Benzi probabilmente si sarebbe dimenticato anche del suo compleanno, cosa che invece non ha fatto la città di Rimini che, proprio nel 95° genetliaco di uno dei suoi figli più illustri, ha intitolato a don Oreste Benzi il piazzale rimesso a nuovo della stazione ferroviaria del centro romagnolo, dove il giovane prete di allora iniziò a interessarsi degli ultimi.

«È una parte di Rimini che prima di adesso non c’era — ha detto non a caso il sindaco Andrea Gnassi — affogata nella quotidiana indifferenza di luoghi lasciati a loro stessi, di persone lasciate a loro stesse. È un po’ il simbolo della vita di questo piccolo don: avere saputo vedere il bene, il buono, là dove nessuno guardava».

Un concetto ripreso e sottolineato da Paolo Ramonda, primo successore del sacerdote riminese al vertice della Comunità Giovanni XXIII: «Don Benzi amava questo luogo, spesso rifugio di quegli “scarti’ nel cui cuore sapeva leggere, tanto da farne oggi i riferimenti delle opere che la comunità porta col suo nome nel mondo».

E proprio nel nome di don Benzi, ecco che le problematiche attuali portano altri “scarti”, ovvero i “nuovi poveri” del post pandemia, quelle persone che fino a ieri stavano discretamente bene e che invece si ritrovano senza lavoro e reddito a 40-50 anni e con famiglia a carico; oppure lavoratori che comunque riuscivano ad arrangiarsi e che oggi hanno perso anche quella dignitosa precarietà. Soprattutto a loro è dedicata l’iniziativa «Un pasto al giorno» che, nel fine settimana del 26 e 27 settembre, porterà in 800 piazze italiane quei volontari della Giovanni XXIII che oggi, oltre che in Italia, sono presenti in 40 Paesi in tutto il mondo con oltre 500 case di accoglienza. Ogni anno la Comunità distribuisce già 7 milioni e mezzo di pasti ai più bisognosi, ma adesso occorre fare uno sforzo maggiore.

«Per molti — fanno sapere dalla Comunità fondata da don Benzi nel 1968 — è la stessa fila di sempre, un modo per sopravvivere e per andare avanti un giorno alla volta. Sono tante le facce di chi si rivolge alle mense e ai centri di ascolto per chiedere un sostegno, un aiuto e soprattutto una delle cose più necessarie in assoluto: qualcosa da mangiare. Da qualche tempo, però, non passa giorno senza che a queste facce se ne aggiungano altre: qualcuno li chiama “nuovi poveri”, e sono coloro che hanno perso tutto a causa della pandemia di covid-19. Persone che ora devono fronteggiare problemi gravi legati alla perdita del lavoro, alle difficoltà nel pagamento di bollette, affitti e mutui, ma anche a disagi psicologici e relazionali. C’è anche chi è stato costretto a rinviare cure e assistenza sanitaria e situazioni che se prima erano difficili, adesso sono diventate drammatiche».

Ecco dunque l’importanza di dare una mano alla Comunità, portando a casa un segno concreto di accoglienza e solidarietà verso chi ha più bisogno: con il contributo degli artisti dell’Associazione italiana autori di immagini, è stata infatti realizzata una collezione di tovagliette all’americana, un oggetto utile e simbolico che rappresenta il posto preparato per qualcuno alla propria tavola. Partecipare all’evento e portarsi a casa le simpatiche tovagliette e “prenotare” un posto alla tavola della Comunità Papa Giovanni XXIII per chi oggi non riesce a provvedere da solo al cibo: sarà come “invitare” alla propria tavola una persona in difficoltà, semplicemente apparecchiando (ulteriori informazioni sul sito www.unpastoalgiorno.org).

«La fame è prima di tutto un’ingiustizia a cui noi della Comunità crediamo si debba rispondere non solo fornendo il pasto, ma anche con le nostre vite — spiegano ancora i responsabili della Giovanni XXIII — una scelta totalizzante e diversa, basata sul condividere la nostra esistenza con le persone povere e scansate da tutti. Mai come oggi, dunque, ritorna attuale la prima intuizione di don Oreste Benzi: aiutare chi ha bisogno, farlo almeno con un pasto al giorno, ma anche offrendo amicizia, diventando famiglia, finché gli ultimi non saranno i primi».

Un impegno che abbraccia anche il solco tracciato da Papa Francesco, soprattutto laddove il Pontefice richiama alla necessità di crescere insieme come comunità attenta agli ultimi e alla nostra casa comune. Per questo, proprio accogliendo la chiamata del Papa, la Comunità prenderà parte all’iniziativa The Economy of Francesco e porterà avanti una serie di progetti e attività incentrati sulla difesa della terra.

di Igor Traboni